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Mercoledì 16 Agosto 2017 | 19:13

La risposta: «È tutta colpa di un batterio»

l batterio che uccide i pesci del Pertusillo (l’Aeromonas) non è indice di inquinamento del lago. Le analisi, come abbiamo già riportato ieri, sono ampiamente rassicuranti sulla qualità delle acque. Tuttavia, una situazione di degrado ambientale c’è. Infatti, come è stato annunciato nel corso di una conferenza stampa il 24 aprile scorso la causa dello stato non ottimale delle acque del «lago di pietra» è da collegare alla presenza abnorme di alghe che comunque non sarebbero tutte tossiche tali da determinare fenomeni preoccupanti di inquinamento. Si tratta comunque di un fenomeno quello dell’eutrofizzazione che non va sottovalutato come conferma anche il direttore dell’istituto zoo profilattico di Puglia e Basilicata Vincenzo Quaranta: «L’eutrofizzazione – spiega - provoca squilibri di ossigenazione che generano stress nei pesci e questo li rende più facilmente attaccabili da virus, batteri e parassiti». Non è da escludere, stando a quanto affermato dagli esperti, che la responsabilità del batterio Aeromonas sia dovuta proprio al proliferare delle alghe. Tra i fattori alla base di questa proliferazione c’è sicuramente il cattivo funzionamento dei depuratori della zona. Le acque comunque non sembrano compromesse a tal punto come si poteva immaginare. 

Le analisi effettuate sui campioni di acqua e sugli esemplari di pesci morti prelevati in prossimità di Masseria Crisci a Montemurro lo scorso 23 maggio, dopo l’ennesima moria di carpe, farebbero escludere un inquinamento. Il direttore dell’istituto zoo profilattico sperimentale Vincenzo Quaranta ha fatto sapere che nelle analisi è stata riscontrata una forma setticemica che ha colpito i pesci Un germe che si chiama Aeromonas che è abbastanza diffuso nelle acque. Non solo, ma l’autopsia effettuata sugli esemplari ha permesso di identificare anche un parassita, una specie di pidocchio che colpisce le branchie dei pesci e succhia il loro sangue. Insomma, una specie di vampiro delle acque. Il suo nome è Argulussp. È un piccolo crostaceo, cosiddetto pidocchio del pesce. Tante malattie dei pesci sono dovute a crostacei che debilitano l’esemplare rendendolo più soggetto all’attacco di batteri e virus. Tali parassiti possono provocare anche la viremia primaverile delle carpe che però non è stato riscontrata in questo caso. Almeno con le tecniche tradizionali. Si sta ancora indagando con la microscopia elettronica e le tecniche di biologia molecolare. Gli esami chimici hanno escluso la presenza di pesticidi. Come pure da escludere è la presenza di Pcb (Policlorobisenile), di metalli pesanti di microcisitne (le tossine prodotte dalle alghe). [p. per.]

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