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Venerdì 24 Novembre 2017 | 03:10

News agroalimentari

Bambù, germogli e legno coltivati nella zona Jonica

Primo raccolto fra un anno

Bambù, germogli e legno coltivati nella zona Jonica

Piacciono a vegetariani e vegani, gli chef li utilizzano per nuove creazioni culinarie, ecco i germogli di bambù sulla nostra tavola. Ed anche questi sono sempre più spesso made in Taranto. Il progetto innovativo è del «Gruppo terre della Magna Grecia» creato nel 2010 da una ventina di imprenditori, manager, medici e professionisti, che nella vita fanno tutto tranne che gli agricoltori. «La volontà comune – sottolinea Fabio Balzotti, consulente aziendale e tra i fondatori del gruppo - è sempre stata quella di aiutare le aree devastate dall’inquinamento del nostro territorio con un progetto tanto innovativo quanto purificativo. In più, vogliamo dimostrare che, pur senza ricevere alcun contributo pubblico, esiste uno spazio utile in agricoltura per investire e creare occasioni: di lavoro, d’impresa e di studio».

Non solo a tavola, il bambù è una gran risorsa in termini di business visto che il suo legno è utilizzabile in 1500 modi diversi. Ed è anche ottimo per le bonifiche ambientali.

«Per gli agricoltori tarantini il bambù può diventare la nuova frontiera dell’innovazione: investimento iniziale contenuto, buon reddito per ettaro e interessanti qualità ecologiche», come fa notare Confagricoltura Taranto.

Il bambù, infatti, cresce molto velocemente, ha bisogno di poche cure e non necessita di pesticidi né di erbicidi. Al contrario, ha un ottimo impatto ambientale perché il suo apparato radicale supporta il consolidamento e il rimboschimento delle scarpate, prevenendo frane e smottamenti; elaborando i nitrati, contribuisce a mantenere pulite le acque di fiumi e laghi. Il bambù produce fino a 20 volte la quantità di legname rispetto ad una stessa area composta da alberi e ha un’elevata redditività già a partire dal terzo anno: i suoi culmi (le canne) hanno un prezzo di mercato che può arrivare ai 45 euro al pezzo (in base all’altezza e al diametro), mentre i germogli partono dai circa 10 euro al chilo al produttore sino ai 28 euro al dettaglio. Guadagni per l’agricoltore molto interessanti, con stime prudenziali che partono dai 20.000 euro fino a superare, più ottimisticamente, i 100.000 euro ad ettaro a fronte di un investimento iniziale tra 14 e 26mila euro (in base al numero di piante). I primi germogli di bambù made in Taranto verranno raccolti fra un anno e mezzo.

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