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Inizia martedì il G-8 negli Stati Uniti

Medio Oriente ed Africa nell'agenda dei Grandi, con un'attenzione particolare al terrorismo. Giovedì nuovo vertice Bush-Berlusconi, pochi giorni dopo Roma
SAVANNAH (Georgia - Stati Uniti) - L'obiettivo suona ambizioso: «Il Vertice del G8 punterà, quest'anno, a far avanzare la libertà, rafforzando la cooperazione internazionale per rendere il mondo un posto più sicuro e migliore». Parola del consigliere per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti, Condoleezza Rice, che interpreta il titolo dell'appuntamento: «Prosperità e sicurezza attraverso libertà e cooperazione».
C'è dentro l'eco dei riti d'amicizia e di conciliazione da cui molti dei Grandi sono reduci, nel 60° anniversario dello Sbarco in Normandia, momento decisivo per la sconfitta del nazismo.
Ma l'agenda del G8, a scorrere i temi, è meno altisonante: c'è l'iniziativa del presidente americano George W. Bush per il Grande Medio Oriente, dall'Afghanistan al Nord Africa; c'è la sicurezza e la lotta contro il terrorismo; c'è l'Africa, con particolare attenzione a sviluppo e peacekeeping.
E il prodotto finale sarà una serie di dichiarazioni, meno, si dice che a Evian, l'anno scorso, quando furono un'alluvione: i vertici meno sono sostanziali più parole sfornano.
Nel rispetto dell'origine economica di questi appuntamenti, ci saranno pure valutazioni su come rafforzare crescita e scambi: in questo ambito, potranno emergere le preoccupazioni per i costi dell'energia, che limitano la crescita.
C'è poco Iraq, in questa carrellata di argomenti. Ma l'Iraq sarà, senza dubbio, il piatto forte di molti bilaterali, oltre che dell'incontro dei leader col presidente iracheno ad interim Ghazi al Jawad. Bush, che oggi trascorre una giornata di riposo alla Bowers House, su Sea Island, avrà, a margine del Vertice, incontri separati con tutti i leader dei Grandi.

MARTEDÍ, ARRIVI E PRELIMINARI
L'agenda, a cominciare da domani, prevede l'arrivo delle delegazioni e primi contatti.
Bush farà una colazione di lavoro con il premier giapponese Junichiro Koizumi e avrà incontri con il premier canadese Paul Martin, con il cancelliere tedesco Gerhard Schroeder e con il presidente russo Vladimir Putin.
Il presidente del Consiglio italiano Silvio Berlusconi è atteso a pomeriggio inoltrato. Nella serata di domani, una cena sociale farà da preludio al Vertice vero e proprio.

MERCOLEDÍ, GRANDE MEDIO ORIENTE
Mercoledì mattina, Bush farà colazione col premier britannico Tony Blair. Subito dopo, una sessione plenaria aprirà i dibattiti del G8.
Durante una colazione di lavoro, i leader dei Grandi saranno con quelli di Afghanistan, Bahrein, Yemen, Turchia, Giordania e Algeria. Ci sarà pure, ultimo invitato, l'iracheno al Jawad.
«Per il G8, sarà il momento - dice la Rice - di discutere come contribuire alla libertà e ai progressi politici, economici e sociali del Medio Oriente e di sentire come leader locali si sforzano di perseguire la democrazia e le riforme nei loro Paesi, e di sentire come la Turchia è riuscita a sviluppare una democrazia secolare in un Paese con una popolazione essenzialmente musulmana».
Intorno al tavolo, non ci saranno tutti i Paesi previsti, o sperati: l'Arabia Saudita, l'Egitto e, per motivi diversi, il Marocco non hanno accettato l'invito. Ma la Rice non ammette che le assenze tolgano significato alla discussione e che il piano sia morto prima di nascere: «Ci sono leader che, per varie ragioni, non saranno al G8. Ma saranno presenti leader attivamente impegnati nelle riforme. E l'iniziativa per il Grande Medio Oriente resta aperta a tutti gli Stati che vogliano esservi coinvolti. Però sappiamo bene che quel che conta davvero è quel che succede sul terreno, nella Regione, e non quel che si dice al G8».
Proprio per questo, le conclusioni del Vertice di Tunisi della Lega Araba sono state accolte con molto interesse.
Alan Larson, sottosegretario di Stato agli affari economici, dice che la Lega Araba «merita una risposta»: potrebbe esserci nel documento in elaborazione sul Grande Medio Oriente.
Il pomeriggio di mercoledì sarà dedicato a una discussione in plenaria sui temi della sicurezza, dalle armi di distruzione di massa alla proliferazione, e della lotta al terrorismo.

GIOVEDÍ, AFRICA E CONCLUSIONI
Giovedì, il presidente Bush inizierà la giornata con gli incontri bilaterali con il presidente del Consiglio italiano Silvio Berlusconi e con il presidente francese Jacques Chirac: entrambi, li ha già incontrati nella missione in Europa appena conclusasi.
Per Berlusconi, sarà il terzo colloquio con Bush in tre settimane (dopo il 19 maggio a Washington e sabato a Roma).
Nella mattina di giovedì, ci sarà la sessione conclusiva del G8, dopo di che i leader dei Grandi avranno una colazione con leader africani di Algeria, Ghana, Nigeria, Senegal, Sudafrica e Uganda. «Discuteranno -dice la Rice- come possono cooperare per accelerare in Africa la crescita basata sul settore privato e lo sviluppo». Fra i temi chiave che la Rice cita, l'imprenditorialità, gli investimenti stranieri diretti e il commercio, la lotta contro la fame e le carestie, la sicurezza alimentare e la produttività agricola, la lotta contro l'Aids e la polio e le operazioni di peacekeeping nel continente. Questo consulto rispecchia «il forte impegno del presidente Bush per l'Africa e, nell'ambito del G8, il continuo sostegno a una nuova partnership per lo sviluppo e al piano d'azione per l'Africa del Vertice», che risale alla riunione di Kananaskis in Canada del 2002.La colazione africana chiuderà il Vertice. A questo punto, i leader lasceranno l'isola dove, per questioni di sicurezza, saranno stati confinati per tre giorni. Bush raggiungerà Savannah, la cittadina dagli echi coloniali dove i giornalisti sono acquartierati, per la conferenza stampa conclusiva.
Giampiero Gramaglia

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