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Domenica 24 Settembre 2017 | 19:44

Iraq - Video ostaggi, per 007 tempi lugnhi

All'indomani della diffusione del nuovo video, gli organismi di intelligence hanno attivato tutti i loro canali per cercare di capire gli obiettivi delle sedicenti Falangi Verdi
ROMA - «Delle due, l'una», dice una fonte dei Servizi segreti. «O i sequestratori non sanno che pesci pigliare e cercano di tirare alle lunghe, perchè "poi si vedrà"». Oppure, ed è quello che noi crediamo, sanno molto bene che cosa vogliono e gestiscono il sequestro in modo strumentale al raggiungimento dei loro obiettivi. Comunque sia, e soprattutto in quest'ultimo caso, i tempi si allungano».
All'indomani della diffusione del nuovo video con gli ostaggi italiani, gli organismi di intelligence hanno attivato tutti i loro canali per cercare di capire dove le sedicenti Falangi Verdi vogliono andare a parare. Ma uno degli 007 che fin dal primo giorno è impegnato sul campo ammette che «gli ultimi sviluppi, anche se non inattesi, oggettivamente complicano la questione. Lo scenario, infatti, si apre oggi a diverse variabili», mentre fino a poco tempo fa - e in particolare dopo la restituzione della salma di Fabrizio Quattrocchi - si era «ragionevolmente convinti» che si potesse arrivare ad una rapida soluzione.
L'idea prevalente negli ambienti dei Servizi segreti, tuttavia, è che gli uomini che tengono prigionieri Salvatore Stefio, Umberto Cupertino e Maurizio Agliana facciano parte di un gruppo «politicamente motivato, molto bene informato» e che sappia «scegliere con precisione i tempi delle sue mosse». Il riferimento non è, soltanto, alla diffusione del video alla vigilia della visita di Bush e a pochi giorni dalle elezioni europee - «una scelta ovviamente premeditata», dice la fonte - ma anche al fatto che il filmato è stato trasmesso a tarda sera: un'ora che avrebbe «comunque garantito il massimo rilievo sui giornali, dando però spazio essenzialmente al "fatto", a discapito delle analisi e dei commenti "pensati"».
Sulla composizione del commando, in ambienti dei Servizi non si esclude ora che vi possa essere una direzione «in qualche modo ricollegabile a Al Qaida», mentre «è certo che almeno uno del gruppo conosca bene la realtà italiana, ed anche la lingua. Ci sono contatti con il nostro Paese». «Evidente - viene quindi sottolineato - anche il tentativo di sfruttare a proprio favore le prossime scadenze, in particolare le elezioni: l'obiettivo principale cui tendono è quello di riuscire a condizionare politicamente frange del Paese. Ma va bene anche ottenere la massima visibilità». Secondo la fonte dell'intelligence, comunque, «la nuova apparizione in video dei tre ostaggi, le nuove rivendicazioni, ci danno la certezza che i sequestratori non intendono chiudere oggi la partita». Negli ambienti dei Servizi è pressochè unanime l'opinione che non ci sarà una svolta positiva prima della scadenza elettorale: «abbiamo ancora del tempo per capire meglio che cosa vogliono davvero, per andare avanti con le trattative e i contatti, che restano in piedi. C'è un filo che non si è mai spezzato», dice la fonte.

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