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Mercoledì 18 Ottobre 2017 | 20:33

Bush: contro il terrorismo come contro il nazismo

Il presidente americano, parlando all'Accademia dell'Air Force, ha tracciato numerosi paralleli tra la guerra di sei decenni fa contro le tirannie e l'attuale contro il terrore
WASHINGTON - Il presidente americano George Bush, parlando all'Accademia dell'Air Force, ha tracciato oggi numerosi paralleli tra la guerra di sei decenni fa contro le tirannie e l'attuale guerra contro il terrorismo.
Nel suo discorso, ricco di riferimenti storici, Bush ha affrontato anche il tema del Medio Oriente esortando i «palestinesi riformisti a mobilitarsi» per portare avanti il processo di pace delineato nella road map.
Il presidente, parlando in Colorado a 981 allievi ufficiali (nella cerimonia di fine corso), ha sottolineato che «come accadde per la Seconda Guerra Mondiale il nostro attuale conflitto è cominciato con uno spietato attacco a sorpresa contro gli Stati Uniti».
«Come le ideologie assassine del Ventesimo Secolo, l' ideologia del terrorismo supera i confini e cerca membri in ogni paese - ha detto Bush - Come gli altri movimenti totalitari, i terroristi cercano di imporre una nera visione dove ogni dissenso è schiacciato e dove ogni uomo e donna devono pensare e vivere in un grigio conformismò «.
Il presidente, nel secondo discorso settimanale in una serie destinata a proseguire fino al passaggio dei poteri in Iraq il 30 giugno, ha definito la guerra al terrorismo «una battaglia della nostra civiltà «. Non potendo conquistare grandi potenze, come accadde all'epoca in Germania o in Urss, i terroristi «stanno cercando invece di demoralizzare le nazioni libere con drammatiche azioni assassine» e stanno «cercando di procurarsi armi di sterminio per minacciare o attaccare anche le nazioni più potenti».
Delineando la battaglia in corso Bush ha sottolineato l' importanza strategica del Medio Oriente. «Così come furono gli eventi in Europa a decidere la Guerra Fredda, saranno gli eventi in Medio Oriente a decidere la sorte della nostra lotta: se la regione sarà abbandonata ai dittatori e ai terroristi sarà una fonte costante di violenza, se la regione crescerà nella democrazia e nella speranza, il movimento dei terroristi perderà i suoi patrocinatori».
Bush ha sintetizzato in quattro punti la strategia per sconfiggere il terrorismo: «1) Usare tutti i mezzi disponibili per distruggere i terroristi e le loro organizzazioni. 2) Negare ai terroristi qualsiasi rifugio o sostegno. 3) Usare ogni messo possibile per impedire ai terroristi di entrare in possesso di armi di sterminio. 4) Sconfiggere i terroristi sul piano ideologico favorendo la libertà e le riforme nel Grande Medio Oriente».
Bush ha definito «un passo coraggioso verso la pace» il nuovo piano del premier israeliano Ariel Sharon. Bush ha sollecitato i palestinesi moderati «a farsi avanti e guidare e rispettare le linee tracciate dalla road map. L'America è pronta ad aiutare chi è votato alla pace e deciso a combattere la violenza».
Il presidente ha detto che la nascita del nuovo governo iracheno mostra che la popolazione «sta avanzando in modo chiaro e stabile verso la democrazia» anche se non bisogna farsi illusioni: ad ogni tappa della transizione verso la sovranità irachena «il nemico diventerà più attivo e brutale». «Ma la vittoria è l'unica nostra opzione - ha concluso Bush - Il miglior modo di proteggere l'America è di restare all'offensiva nella battaglia per la difesa della libertà «.

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