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Venerdì 20 Ottobre 2017 | 12:47

Chirac: il progetto sul futuro Iraq va migliorato

Esortazione dal premier francese ai presidenti statunitense e britannico: preoccupazioni per la sovranità del Paese e delle forze armate e per la gestione dei giacimenti di petrolio. Appuntamento con Bush il 6 giugno in Normandia
PARIGI - Jacques Chirac chiede ancora uno sforzo a Stati Uniti e Gran Bretagna per apportare «ancora dei miglioramenti» al progetto di risoluzione sull'Iraq.
Il capo dello Stato francese afferma di non essere «mai stato arrabbiato con Bush» mentre l'ambasciatore americano a Parigi si dice «convinto» del sostegno della Francia alla risoluzione. «Sull'attuale progetto di risoluzione si può dire che è una buona base di discussione ma che merita ancora miglioramenti» ha dichiarato Chirac al termine di un incontro con Bertie Ahern, l'irlandese presidente di turno dell'Unione europea. Tali miglioramenti devono in particolare «affermare e confermare la piena sovranità del governo iracheno nel campo militare», ha aggiunto il capo dello Stato francese.
Diplomatici americani e britannici all'Onu hanno affermato di aver tenuto conto delle riserve di Parigi, Berlino e Mosca nella versione riveduta del progetto di risoluzione sul trasferimento di sovranità fissato al 30 giugno.
In questi giorni Chirac ha insistito sulla necessità di fissare un termine alla presenza di truppe straniere sul territorio iracheno, chiedendo però al tempo stesso che il nuovo governo di Baghdad abbia una «capacità decisionale» sulle operazioni principali della forza internazionale diretta dagli Stati Uniti e il pieno controllo delle risorse petrolifere del Paese.
Sul nuovo governo iracheno, Chirac ha detto stasera che il suo «unico auspicio è che la risoluzione Onu gli dia i mezzi per essere realmente indipendente e sovrano e che tale governo ci riesca». «Per riuscire - ha continuato - è essenziale che ispiri fiducia agli iracheni, cioè che gli iracheni sentano profondamente di aver ritrovato la sovranità, l'indipendenza e il controllo del loro destino. Solo allora le cose potranno, forse, migliorare».
Sui suoi rapporti con il capo della Casa Bianca, George W. Bush, Chirac ha detto stasera di non essere «mai stato arrabbiato» con lui, nonostante le «divergenze di vedute» sull'Iraq. «Non bisogna sempre credere a quello che si dice nelle polemiche o si scrive sui giornali - ha spiegato - non sono mai stato arrabbiato con il presidente degli Stati Uniti e non ho mai avuto la sensazione, nei miei rapporti con lui, che fosse arrabbiato con me». Divergenze di vedute sì, «è normale - ha spiegato - ognuno afferma la propria convinzione, l'ho sempre fatto ma senza aggressività».
Chirac ha aggiunto di «rallegrarsi» che per il 6 giugno, anniversario dello Sbarco in Normandia, «ci possa essere qualcosa di essenziale, cioè la forte riconoscenza dei francesi e degli europei nei confronti degli americani che sono venuti in un momento particolarmente drammatico per l'Europa e per la Francia a darci il loro aiuto e il loro sangue».
Sempre in serata, parlando alla televisione "all news" francese LCI, l'ambasciatore americano in Francia, Howard H. Leach, si è detto «convinto che la Francia darà il suo aiuto alla nuova risoluzione e l'approverà «. «Credo - ha aggiunto Leach - che le battaglie in Iraq e quelle per la liberazione dell'Europa siano state entrambe battaglie per la libertà. Gli Stati Uniti e la Francia sono amici da centinaia di anni e non siamo andati sempre d'accordo. Il presidente Bush ha sempre l'impressione che i nostri Paesi siano amici e la commemorazione del D-Day sarà davvero l'occasione per celebrare questa importante amicizia fra i nostri Paesi».

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