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Nelson Mandela: stavolta vado in pensione

L'ex presidente sudafricano, che già nel 1999 avrebbe voluto abbandonare la vita politica, ha annunciato che d'ora in avanti sarà un «vero pensionato»
JOHANNESBURG - Nelson Mandela va in pensione, ma questa volta fa sul serio. L'ex presidente sudafricano, che aveva scelto di abbandonare la vita politica attiva nel 1999, ha annunciato oggi in una conferenza stampa a Johannesburg che d'ora in avanti sarà un «vero pensionato».
«Non mi nasconderò dalla gente - ha detto Mandela, che il mese prossimo compirà 86 anni. - Spero di non essere accusato di egoismo se dico che voglio passare più tempo con la mia famiglia ed i miei amici finchè sono in buona salute. Voglio avere tempo per riflettere e per scrivere». Mandela intende completare il secondo volume della sua celebre autobiografia, «Lungo cammino verso la libertà», scrivendo degli anni in cui l'ex "terrorista" diventò il primo presidente nero del Sudafrica. «So che ho già avuto 27 anni di riposo - ha scherzato Mandela riferendosi agli anni che ha passato in prigione per la sua opposizione al regime di apartheid - ma spero che possiate capirmi e concedermi l'opportunità di una vita più tranquilla». Continuando lo scherzo, Mandela ha detto che la sua agenda è così fitta di impegni che a volte gli manca la tranquillità del carcere, dove almeno aveva il tempo di leggere, meditare e «passare tempo con me stesso».
Il Premio Nobel per la pace, uno degli uomini più ammirati e rispettati al mondo, non ha infatti avuto un attimo di tregua da quando ha dato le dimissioni da presidente. Tramite la Fondazione che porta il suo nome, Mandela ha raccolto milioni di dollari per aiutare bambini poveri, costruire scuole e ospedali e finanziare la campagna contro l'Aids. Il CD del concerto che Mandela aveva organizzato nel novembre scorso a Città del Capo per raccogliere fondi per la lotta contro l'Aids è appena stato lanciato, con il titolo 46664, dal numero che l'ex prigioniero aveva sull'isola penintenziario di Robben Island.
Oltre alle opere di beneficenza, negli ultimi anni Mandela ha fatto da mediatore nel difficile processo di pace in Burundi e nelle delicate trattative con la Libia per convincere gli attentatori di Lockerbie ad accettare di essere processati. Grazie alla sua fama come simbolo del Sudafrica libero e artefice della transizione pacifica dall'apartheid alla democrazia multirazziale Mandela riceve inviti, onorificenze, lauree ad honorem e richieste di tenere discorsi da tutto il mondo. Secondo Zelda la Grange, la sua assistente personale che lo segue come un'ombra, il volto sorridente di Mandela è il "marchio" più famoso al mondo dopo la Coca-Cola: «E' come Figaro - dice Tutti lo vogliono e tutti lo cercano».
L'ultima missione ufficiale di Mandela è stato il viaggio a Zurigo due settimane fa per convincere i giudici della Fifa a scegliere il Sudafrica come sede della Coppa del mondo di calcio 2010. La sua presenza e il suo carisma, secondo molti, hanno determinato il successo del Sudafrica, che quest'anno ha festeggiato il primo decennio di democrazia. Ora Mandela, che ha un aspetto fragile e cammina con l'aiuto di un bastone, ha detto al suo amato Paese che dovrà farcela senza di lui. «Ho detto a uno dei miei assistenti che volevo andare in pensione e lui mi ha risposto rabbiosamente "sei già in pensione" ha scherzato oggi Mandela. «Quindi forse dovrei dire che oggi lascio il mio pensionamento e vado in pensione per davvero».
Nicol Degli Innocenti

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