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Autobomba a Baghdad, sangue a Kufa e Mosul

4 morti e 25 feriti nella capitale irachena. Intanto, a Washington, gli Usa rimandano l'incontro che avrebbe portato alla designazione del nuovo presidente dell'Iraq
BAGHDAD - Ad un mese dal 30 giugno, giorno in cui dovrebbe avvenire il passaggio dei poteri dalla coalizione a guida Usa ad un governo iracheno, le violenze non accennano a diminuire ed anche oggi a Baghdad è esplosa l'ennesima autobomba che ha fatto quattro morti e 25 feriti. E anche dal punto di vista politico il confronto sul nuovo futuro governo ha segnato un'altra battuta d'arresto.
L'esplosione - avvenuta in un'affollata strada della capitale nei pressi della "zona verde" - ha falciato passanti non lontano dagli uffici del nuovo premier iracheno designato e dal quartier generale dell'amministrazione Usa.
Lo ha riferito il generale americano Mark Kimmit il quale ha anche reso noto che due soldati della coalizione sono morti nell'esplosione di un ordigno di fabbricazione artigianale in un quartiere meridionale di Baghdad.
«Le forze della coalizione stavano innalzando barriere nella zona Sud della capitale quando sono state attaccate», ha detto Kimmit. «Un soldato della coalizione è morto subito, un altro più tardi in seguito alle ferite riportate», ha aggiunto il generale.
Circa l'odierna esplosione a Baghdad, il colonnello americano Mike Murray ha affermato che non è ancora chiaro quale fosse l'obiettivo degli attentatori. «Una Mercedes che transitava sulla strada improvvisamente ha svoltato ed è esplosa», ha detto un testimone sul posto. La deflagrazione ha scagliato schegge ad una grande distanza ed una colonna di fumo nero si è subito levata.
Ma sono proseguite le violenze anche in altre parti del paese. Ancora oggi si è appreso che due soldati americani sono stati uccisi in due separati attacchi a Sud della città santa sciita di Kufa, dove - secondo fonti locali - sono morti anche una donna irachena e una ventina di miliziani.
Un'altra esplosione è avvenuta stamani a Samawa, in una zona dove transitavano veicoli militari americani e giapponesi, senza fare vittime o danni tra i 550 soldati delle truppe di terra nipponiche che, insieme con il contingente olandese, hanno il loro quartiere generale alla periferia della città, a metà strada tra Najaf e Nassiriya. Lo hanno detto fonti del ministero della difesa giapponese, senza fornire ulteriori particolari.
Stando a testimoni oculari citati dall'agenzia di stampa Kyodo, l'esplosione è avvenuta alle 09:20 locali (07:20 in Italia) e un pulmino ha preso fuoco. Sul luogo dell'incidente sono accorse subito ambulanze ma non si sono avuti morti nè feriti.
Sempre oggi si è appreso che il responsabile dell' informazione del partito islamico iracheno (sunnita), Qahtam Kazem Al Rubai, è stato assassinato domenica sera da alcuni sconosciuti a Mahmudiyah, a sud di Baghdad.
Il partito islamico iracheno, guidato da Mohsen Abdel Hamid, è rappresentato nel consiglio di governo provvisorio di nomina Usa. Ha svolto un ruolo importante nel raggiungere una tregua per porre fine ai combattimenti tra americani e insorti lo scorso aprile a Falluja.
Si ridimensionano intanto le notizie di ieri su un attacco ad un convoglio occidentale a Nord-Ovest di Baghdad, in cui ci sarebbero stati morti e rapiti: oggi il Foreign Office ha precisato che i quattro inglesi ed un iracheno, che viaggiavano sui mezzi assaliti dai ribelli, sono riusciti a mettersi in salvo. Nello scontro un iracheno è rimasto ucciso, ma non è stato precisato se fosse tra gli aggrediti o tra i guerriglieri.
Alcuni testimoni ieri avevano riferito di un attacco ad un convoglio occidentale, in cui almeno due stranieri erano stati uccisi, ed altri tre sequestrati e portati via.
Intanto, i colloqui - previsti per oggi - per stabilire la composizione del nuovo governo iracheno sono stati spostati di un giorno su ordine degli Stati Uniti secondo quanto hanno annunciato fonti politiche irachene, affermando di dolersi per il fatto che Washington si stia immischiando nel processo decisionale.
«Gli americani hanno chiesto che l'incontro sia rinviato a domani», ha detto Mahmoud Othman, uno dei membri del Consiglio provvisorio di governo.
Le autorità irachene dovrebbero prendere "in consegna" il nuovo governo il 30 giugno e Iyad Allawi, che in passato ha lavorato per la Cia contro Saddam Hussein, è stato nominato primo ministro la scorsa settimana.
Tutte le componenti presenti in Iraq, Usa, Onu e membri del Consiglio di governo provvisorio stanno trattando da alcune settimane sulla nuova compagine, ma non è stato raggiunto un accordo su chi debba essere il presidente.
Gli iracheni vorrebbero fosse Ghazi Ajil al Yawar, un ingegnere civile che aveva abbandonato l'Iraq nel 1990, mentre gli americani puntano su Adnan Pachachi, ex ministro degli esteri iracheno. Oggi Othman ha commentato che si tratterebbe di «un'interferenza. Dovrebbero lasciare che gli iracheni decidano per conto loro. Questo è un affare iracheno», ha detto.
Furio Morroni

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