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Sabato 21 Ottobre 2017 | 05:03

Iran - Terremoto nel nord, 35 morti

Un bilancio delle vittime non ancora preciso ma destinato a salire. Il numero maggiore di morti provocato da una frana abbattutasi su una sessantina di automobili sulla strada che da Teheran porta a Chalus, sul Mar Caspio
TEHERAN - E' di almeno 35 morti e 220 feriti ancora ricoverati negli ospedali il bilancio, tuttora provvisorio, del terremoto che nel pomeriggio di ieri ha colpito il nord dell'Iran. Lo ha detto un portavoce della Mezza luna rossa iraniana.
E una tragedia nella tragedia è quella che oggi è costata la vita a Massud Emami, governatore generale della provincia iraniana di Qazvin, tra le più colpite dal sisma, morto insieme ad altre cinque persone quando l'elicottero su cui viaggiavano è precipitato durante un'ispezione delle aree terremotate. Le altre vittime sono il vice governatore, il capo della polizia della provincia e tre membri di equipaggio.
Non si conoscono ancora le cause dell'incidente, avvenuto mentre il velivolo si dirigeva verso l'area montuosa di Alamut, circa 150 chilometri a nord-ovest di Teheran. Il bilancio del terremoto per la provincia di Qazvin è tre morti e 20 feriti. Una ventina delle persone morte nel sisma di ieri hanno perso la vita travolte da una frana mentre viaggiavano in automobile sulla strada che da Teheran, scavalcando la catena dell'Alborz, porta a Chalus, sul Mar Caspio. Una sessantina di autovetture sono state travolte mentre si trovavano in un tratto della strada a quasi 3.000 metri di altitudine. Soltanto una parte dei corpi sono stati finora recuperati, insieme con una quarantina di feriti, e le operazioni di soccorso proseguono faticosamente a causa delle difficoltà di raggiungere il luogo via terra e delle condizioni atmosferiche. Il terremoto, che ha avuto un'intensità di 6,2 gradi sulla scala Richter, ha avuto l'epicentro vicino Baladeh, che si trova nei pressi di Chalus, 70 chilometri a nord di Teheran. La scossa è avvenuta poco dopo le 17:00 (le 14:30 ora italiana).
Le province di Mazandaran e Qazvin sono state le più colpite. In quella di Teheran sono segnalati soltanto cinque feriti e alcuni crolli, in particolare nelle località di Fasham e Qazvin, quest'ultima meta preferita dagli sciatori. Nella capitale un uomo ha avuto entrambe le gambe fratturate quando, preso dal panico, si è gettato dal tetto della sua casa, sul quale si trovava per riparare il condizionatore d'aria.
Sempre a Teheran si è avuto ieri un incremento sensibile nel numero degli infarti: 112 (di cui 25 mortali) rispetto a una media giornaliera di 85.
In città ieri i vetri delle finestre di alcune case sono andati in frantumi, ma non si registrano danni più gravi. Molti sono stati tuttavia coloro che hanno preferito trascorrere la notte accampati nei parchi, e oggi la paura ha provocato un fenomeno da psicosi collettiva. La voce secondo la quale era imminente un terremoto disastroso - alcuni addirittura ne prevedevano l'ora esatta - si è sparsa rapidamente tra i dieci milioni di abitanti ed è diventato l'argomento preferito di conversazione nel grande bazar nel centro della città. I mezzi d'informazione ufficiali si sono visti costretti a smentire l'esistenza di ogni previsione scientifica in proposito.
Teheran è effettivamente situata in una delle aree sismiche più a rischio del Paese e gli esperti prevedono da diversi anni che un terremoto disastroso si potrebbe verificare da un momento all'altro. Alcuni di essi hanno previsto che, nel caso di una scossa superiore ai 6,5 gradi Richter, potrebbero morire almeno 400mila persone.
Alberto Zanconato

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