Cerca

Iraq - Tregua per le città sante

I miliziani del leader radicale sciita Moqtada Sadr hanno detto che si ritireranno dalla città santa sciita di Najaf entro mezzogiorno • I nuovi esami del Dna confermano: «E' il corpo di Quattrocchi»
NAJAF (IRAQ) - Un esponente religioso della città santa di Najaf ha confermato stamane che il leader radicale sciita Al Sadr e le truppe della coalizione in Iraq hanno deciso una tregua per intavolare dei negoziati.
Un membro del Consiglio di governo iracheno, Muwaffak al Rubai, ha confermato oggi su media arabi che il capo estremista Moqtada Sadr ha accettato una tregua a Najaf sulla base di un piano in quattro punti, nel quale si prevede una parziale ritirata dei suoi uomini.
Il piano, firmato dallo stesso leader radicale sciita, è sotto forma di lettera indirizzata da Sadr «ai fratelli membri del Beit Al-Scii», un Consiglio di religiosi iracheni, «per mettere fine alla tragica situazione della città santa di Najaf» - ha aggiunto al Rubai, intervistato dalle Tv Al-Arabiya e Al-Jazira.

Alcuni responsabili statunitensi hanno precisato che «la situazione a Najaf, Koufa e Kerbala sembra risolta pacificamente».
Le stesse fonti hanno definito l'accordo raggiunto «un successo significativo», il risultato «degli sforzi dei religiosi sciiti per convincere Sadr ad interrompere i combattimenti».
I dettagli dell'accordo, concluso ieri sera, saranno presentati oggi a Baghdad. Intanto si è appreso che le milizie di al Sadr, l'Armata di Mehdi, cesseranno le violenze, metteranno fine agli attacchi contro i militari statunitensi e lasceranno gli edifici governativi delle tre città. L'accordo dovrebbe stabilire anche la sorte di alcuni membri dell' Armata, accusati di essere implicati nella morte di un altro religioso, avvenuta lo scorso anno.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400