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Lunedì 25 Settembre 2017 | 08:24

Rafah, nulla ferma Israele

Non è bastata la condanna del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. Continua l'avanzata delle truppe. Una cannonata fa morire di spavento un bimbo di 3 anni
TEL AVIV - Nè le immagini dei giovani palestinesi uccisi ieri da un colpo sparato da un carro armato - accidentalmente secondo Israele - nè la secca condanna del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite hanno fermato le unità israeliane che da tre giorni operano a Rafah (Gaza) nel contesto di una vasta operazione contro il contrabbando di armi ed esplosivi.
Durante la notte reparti di terra accompagnati da mezzi blindati e protetti talvolta da elicotteri da combattimento sono passati dal rione di Tel el-Sultan a quelli di al-Salam e di Brazil nel tentativo di catturare ricercati dell'intifada e di scoprire il maggior numero possibile di tunnel adibiti al trafugamento di armi verso la Striscia, dal vicinissimo e relativamente sguarnito territorio egiziano.
In città la confusione è completa: oggi si è appreso fra l'altro di un fallito tentativo a Rafah di rapire il corrispondente del New York Times in Israele, James Bennet.
Dopo la strage di ieri (almeno dieci morti) per tutta la giornata le notizie si sono susseguite contraddittorie, per essere poi smentite oppure ridimensionate: spesso, la versione israeliana dei fatti resta inconciliabile con quella palestinese. In diversi quartieri viene intanto denunciata la assenza di acqua e di generi di prima necessità.
In nottata si è udito il crepitare delle armi dei miliziani che cercavano di contrastare l'avanzata israeliana, accompagnata da gradi bulldozer (D-9) incaricati di sgomberare il terreno da detriti. Il bilancio di questi scontri è di tre miliziani uccisi: e non cinque, come affermato in mattinata.
Un altro palestinese di 39 anni è stato ucciso a Tel el- Sultan mentre si era affacciato su un tetto per chiedere acqua.
Secondo fonti locali un cecchino israeliano, ritenendolo armato, lo ha subito colpito.
Altri due palestinesi hanno trovato la morte in serata in una deflagrazione avvenuta nel cimitero dei martiri di Rafah.
Secondo fonti giornalistiche di Gaza, sarebbe stata provocata dallo sparo di un cannone. Ma un portavoce militare, contattato a Tel Aviv, si è detto totalmente ignaro dell'episodio e non ha escluso che la deflagrazione - «se davvero c'è stata» - sia stata provocata da un ordigno palestinese.
BAMBINO MORTO DI SPAVENTO - La notizia più drammatica della giornata è forse quella della morte di Samer al-Arja, un bambino di tre anni. All'ospedale al Nassar di Rafah i medici non hanno potuto fare altro che stabilirne la morte: i genitori, da parte loro, hanno raccontato che il bambino ha perso conoscenza ed è subito spirato dopo che una esplosione (forse una cannonata) era stata udita nelle loro immediate vicinanze.
ISRAELE «DISGUSTATO» DA ACCUSE UE - Israele ha respinto «con disgusto» le accuse della presidenza di turno irlandese dell'Unione europea, che ieri aveva denunciato «l'irresponsabile disprezzo» per la vita umana manifestato dall'esercito israeliano a Rafah e aveva definito «completamente sproporzionato» l'attacco contro i civili palestinesi.
INCIDENTI IN CISGIORDANIA - Duri scontri sono stati segnalati oggi anche in Cisgiordania. A Jenin un ufficiale di un'unità di elite israeliana è rimasto ferito in modo gravissimo dal "fuoco amico" mentre i suoi compagni erano intenti a compiere arresti di palestinesi.
A Kalkilya soldati israeliani hanno ucciso il capo locale di Hamas, Mazen Yassin, 40 anni. E vicino a Hebron altri soldati hanno ucciso un ragazzo di 13 anni, che avrebbe lanciato una bottiglia incendiaria contro di loro.
BARGHUTI CONDANNATO, MINACCE DELLE BRIGATE AL-AQSA - In questo clima infuocato è giunta la condanna da parte del tribunale di Tel Aviv di Marwan Barghuti, il capo di al-Fatah in Cisgiordania rapito due anni fa da Ramallah. Barghuti èstato riconosciuto colpevole di cinque omicidi (avvenuti nel corso di tre diversi attentati) e ora rischia l'ergastolo.
Commentando questa condanna, il ministro israeliano della giustizia Yosef Lapid non ha escluso che in futuro lo stesso presidente palestinese Yasser Arafat possa essere trascinato in un tribunale israeliano e pure condannato.
Da parte loro militanti delle Brigate dei martiri di al- Aqsa - una milizia legata ad al-Fatah, da cui comunque mantengono un certo margine di manovra - hanno reso noto oggi che cercheranno di rapire soldati israeliani per ottenere, mediante una trattiva, la liberazione di Barghuti.
Aldo Baquis

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