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Giovedì 21 Settembre 2017 | 19:34

Raid israeliano a Gaza: 14 morti

Le vittime sono tutte palestinesi. L'esercito della stella di David sta setacciado casa per casa nel quartiere di Tel Al Sultan a Rafah. Sempre fonti palestinesi hanno accusato l'esercito di aver sparato contro due ambulanze • Amnesty international: Israele compie crimini di guerra contro la Palestina
GERUSALEMME - La massiccia operazione militare avviata la scorsa notte dall'esercito israeliano a Rafah, nel sud della striscia di Gaza, continua implacabile e ha finora causato, secondo stime palestinesi, la morte di 14 persone. Non sono state annunciate perdite tra i soldati israeliani.
L'attività delle truppe, secondo quanto riferiscono fonti locali, si concentra in questa fase soprattutto nel quartiere di Tel Al Sultan, ed è caratterizzata da ricerche casa per casa mentre cecchini si sono piazzati sui tetti di alcuni stabili.
I soldati si spostano su mezzi blindati mentre in cielo volteggiano elicotteri da combattimento che, a volte, sparano razzi contro obiettivi che vengono loro segnalati da terra.
Alcuni dei palestinesi uccisi sono stati colpiti proprio da razzi sparati dagli elicotteri.
L'operazione israeliana era prevista e tutti i gruppi armati palestinesi operanti nella zona, a quanto si è appreso, si sono coordinati per contrastarla.
Il presidente dell' Autorità nazionale palestinese (Anp) Yasser Arafat ha accusato stamane Israele «di compiere crimini di guerra agli occhi del mondo intero». Fonti palestinesi hanno accusato l'esercito di aver sparato contro due ambulanze, una delle quali sarebbe stata colpita da tre proiettili.
Israele più volte in passato ha accusato i palestinesi di fare uso delle ambulanze per trasportare armi e combattenti. Nei giorni scorsi il ministro della difesa Shaul Mofaz ha affermato che ambulanze dell'Unrwa, l' agenzia dell' Onu per i rifugiati palestinesi, sono state usate da questi per trasportare i resti di soldati uccisi nell'esplosione del loro blindato, una settimana fa nel quartiere Zeitun di Gaza City.
L'organizzazione Amnesty International ha accusato Israele di aver demolito più di tremila case e aver distrutto il 10 per cento dei campi coltivati durante tre anni di conflitto nella striscia di Gaza, compiendo «gravi violazioni della Quarta Convenzione di Ginevra» e «crimini di guerra».

Israele ha lanciato l'operazione in corso a Rafah dopo l' uccisione di 13 soldati in tre distinti scontri la scorsa settimana, allo scopo dichiarato «di distruggere le infrastrutture del terrorismo», catturare palestinesi armati, smantellare depositi di armi e munizioni e impedire l'afflusso di nuove armi nella striscia tramite gallerie sotterranee provenienti dal confinante Egitto.
Il comandante delle truppe israeliane a Gaza, generale Pinky Zoares, secondo la radio statale, ha detto che l'esercito, per ora, non intende procedere all'allargamento dell'asse Philadelphi, a ridosso del confine con l'Egitto, e non intende quindi demolire centinaia di case. Saranno colpite, ha affermato, solo quelle da cui palestinesi sparano contro i soldati o dove sbucano le gallerie sotterranee.
L'esercito israeliano ha operato durante la notte anche a Nablus, in Cisgiordania, dove in uno scontro a fuoco è stato ucciso Nidal Bukashe, di 22 anni, membro delle Brigate dei Martiri di Al Aqsa, gruppo armato legato a Al Fatah. Altri quattro palestinesi sono stati arrestati.

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