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Sharon rade al suolo le case di Rafah

Ufficialmente per rendere più sicuro il "corridoio Philadelphi", lungo il confine con l'Egitto, dove mercoledi sono stati uccisi 5 soldati. Appello dei palestinesi
TEL AVIV - Stando a due sondaggi pubblicati oggi dai quotidiani Maariv e Yediot Aharonot, una maggioranza schiacciante della popolazione israeliana, il 79% per il primo, il 71% per il secondo, è per un ritiro da Gaza.
Intanto, dopo i tre giorni di scontri sanguinosi nella Striscia, si accende una polemica sul progetto del governo israeliano, reso pubblico oggi, di distruggere decine e forse centinaia di case a Rafah per rendere più sicuro il "corridoio Philadelphi", lungo il confine con l'Egitto, dove mercoledi sono stati uccisi 5 soldati. Circa dieci case sono già state demolite questa mattina.
Il ministro per i negoziati palestinese Saed Erekat ha lanciato un appello alla comunità internazionale perchè si opponga al piano. Secondo Erekat, se realizzato in toto, il progetto israeliano costituirebbe «una grande catastrofe per il nostro popolo». «Questo piano dimostra che Israele vuole restare nella Striscia e non ritirarsi» ha aggiunto.
Il progetto è stato criticato anche dal deputato della sinistra israeliana Yossi Sarid, secondo il quale la distruzione di un cosi gran numero di case sarebbe «un crimine di guerra». La decisione israeliana è stata presa dal governo per motivi di sicurezza dopo che un blindato dell'esercito è stato fatto esplodere da una potente mina mercoledi sera nel «corridoio Philadelphi» a Rafah, la zona di sicurezza al confine con l'Egitto. Nell'attacco sono morti cinque soldati israeliani. Stando al governo dovrebbero prima essere distrutte case già disabitate, poi altre abitate. Israele dovrebbe provvedere a nuovi alloggi per le persone costrette a lasciare le loro case.
IN ISRAELE GRANDE MAGGIORANZA PER RITIRO - Stando al sondaggio di Maariv, non solo il 79% degli israeliani è favorevole a un ritiro da Gaza, ma il 40% chiede che sia immediato, con o senza un accordo con i palestinesi. Il 39% vuole invece che Israele lasci la striscia, ma dopo un accordo con i palestinesi. Una maggioranza della popolazione, il 58%, secondo il sondaggio, è inoltre favorevole al piano di disimpegno da Gaza del premier Ariel Sharon e afferma che voterà a favore del progetto se sarà convocato un referendum nazionale. Il piano Sharon è stato bocciato a maggioranza il 2 maggio dai 193.000 militanti del Likud, il partito del premier.
Da allora c'è un clima di incertezza sul futuro del piano, che ha già l'appoggio incondizionato del presidente Usa George Bush. Il piano Sharon prevede l'evacuazione nel 2005 di tutti i 21 insediamenti ebraici a Gaza, dove vivono 7.500 coloni israeliani in mezzo a più di un milione di palestinesi. Negli ultimi tre giorni, durante violenti scontri nella Striscia fra esercito e gruppi armati, sono stati uccisi 28 palestinesi e 11 soldati israeliani, le perdite più pesanti per lo stato ebraico dall'inizio della seconda Intifada. La loro morte ha suscitato una forte emozione in tutto il paese.

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