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Lunedì 25 Settembre 2017 | 08:24

Americano decapitato: il padre accusa Bush

In un'intervista alla radio KYW-AM dalla sua casa di West Chester, in Pennsylvania criticate l'invasione dell'Iraq e l'adozione del «Patriot Act», definito un «colpo di Stato», che limita i diritti civili
FILADELFIA - Nuove accuse della famiglia di Nicholas Berg, l'ostaggio statunitense decapitato, al presidente Bush e al segretario alla difesa. «Mio figlio è morto per i peccati di George Bush e Donald Rumsfeld. È colpa di questa amministrazione», ha dichiarato il padre, Michael Berg in un'intervista alla radio KYW-AM dalla sua casa di West Chester, in Pennsylvania. A due giorni dalla pubblicazioni su un sito Internet del video che mostra l'uccisione di Berg, sgozzato da un miliziano islamico incappucciato che, secondo i servizi statunitensi, era probabilmente Abu Musab al-Zarqawi, massimo esponente di al-Qaeda in Iraq, le polemiche non accennano a diminuire di intensità.
Il padre dell'ostaggio ha criticato l'amministrazione Bush per l'invasione dell'Iraq e per aver promosso l'adozione del «Patriot Act», definito un «colpo di Stato». «Questa non è l'America in cui io sono cresciuto», ha detto Michael Berg. Il «Patriot Act», approvato dopo gli attentati dell'11 settembre, dà ai corpi di sicurezza e alle agenzie di intelligence amplissimi poteri di controllo dei singoli cittadini, oltre che delle organizzazioni.

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