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Autobomba in Pakistan: 3 cinesi morti, 9 feriti

Una potente autobomba è esplosa stamani nel porto di Gawadar. Rimangono ignoti, per il momento, i motivi dell'attentato. Le vittime erano operai
ISLAMABAD, 3 maggio 2004 - Una potente autobomba è esplosa stamani nel porto di Gawadar, nel sud del Pakistan, uccidendo tre cinesi e ferendo altre nove persone, alcune in modo grave. Rimangono ignoti, per il momento, i motivi dell'attentato. I cinesi, insieme ad altri connazionali e pachistani, stavano viaggiando su un pulmino diretto verso il porto, quando un'auto parcheggiata nelle vicinanze, una Suzuki Alto, è saltata per aria, probabilmente su impulso di un comando a distanza. Le vittime e i feriti erano dipendenti di una ditta giapponese che sta allargando e ristrutturando il porto. L'attentato arriva proprio a cinque giorni dall'inizio di una conferenza internazionale organizzata dal Pakistan per attrarre investimenti stranieri proprio nella provincia sud-occidentale del Baluchistan e in particolare nella città di Gawadar, che dovrebbe diventare il terzo principale porto del paese e lo snodo dei commerci tra Cina, Afghanistan e altri paesi centro -asiatici. L'incontro dovrebbe essere aperto sabato a Quetta, capitale del Baluchistan, dal primo ministro pakistano Zafarullah Khan Jamali. La Cina è uno dei principali alleati commerciali del Pakistan, anche dal punto di vista di fornimenti militari. Il Pakistan è stato colpito da numerosi attentati ispirati quasi sempre da gruppi islamici militanti che si oppongono all'appoggio dato dal Paese alla guerra contro il terrorismo guidata dagli Stati Uniti. Il più sanguinoso attacco contro stranieri è avvenuto nel maggio 2002, quando vennero uccisi, nell'esplosione di una bomba a Karachi, 11 ingegneri francesi.

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