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Iraq - Quattro soldati Usa uccisi

IRAQ, 2 maggio 2004 - Quattro soldati americani sono stati uccisi in due diversi attacchi, uno vicino a Baghdad e un altro nei pressi della città sciita meridionale di Amara, dove sempre ieri c'è stata un'operazione di rastrellamento di sostenitori di Moqtada Sadr, con vittime e arresti. Ieri era stato annunciato il primo morto militare americano di maggio, a Mossul. Uno stillicidio, nel nord, centro e sud. Un responsabile militare della coalizione ha detto che due dei quattro soldati sono stati uccisi stamane alle 4:45 ora locale in un attacco a nord-ovest della capitale. In questo episodio due membri della Difesa civile irachena (Icdc) sono stati anch'essi uccisi. Gli altri due militari sono stati trovati morti dopo un attacco sferrato alle 19 locali di ieri da ignoti con razzi anticarro e armi leggere nei pressi della città di Amara, 365 km a sud di Baghdad. Alcuni testimoni avevano riferito che due convoglio americani erano stati attaccati ieri, uno all'uscita della città e l'altro a sud.
Sempre ieri a Amara secondo fonti ospedaliere locali sono stati uccisi tre iracheni e otto sono rimasti feriti in scontri scoppiati tra miliziani sciiti e militari britannici a seguito dei rastrellamenti, che hanno portato all'arresto di 15 seguaci del leader radicale sciita Sadr, di cui otto sarebbero poi state rilasciate. Un portavoce militare ha fatto stato di tre soldati britannici e di un poliziotto iracheno feriti. A Falluja, mentre i miliziani iracheni esultavano per le strade per quella che hanno definito la vittoria sulle forze americane che si ritirano dalla città, il generale americano James Conway ha ammesso che i membri della Brigata irachena hanno un passato nei ranghi delle ex forze armate di Saddam Hussein che «non è al disopra di ogni sospetto», ma ha aggiunto che «sono pressocchè puliti».
A Baghdad il generale Mark Kimmitt ha detto che la coalizione non ha ancora dato l'approvazione finale al capo della Brigata Falluja, il generale Jassem Saleh, il cui passato viene vagliato con attenzione. Basato a Mosul, nel nord dell'Iraq,, il generale Saleh ha servito nel corpo di elite della Guardia repubblicana prima di comandare la 38ma divisione di fanteria. Il generale Conway ha detto che Saleh sarà messo alla prova molto presto. «Tra qualche giorno il nostro primo convoglio passerà per Falluja (...) e ci aspettiamo che ne garantisca la sicurezza».
A Najaf, la città santa sciita roccaforte di Sadr, secondo testimoni presunti miliziani sciiti hanno sparato la notte scorsa proiettili di mortaio e granate contro forze americane. Non ci sono notizie di vittime nell'attacco, che ha preso di mira anche l'ufficio dell'amministrazione a guida Usa.
La tensione è alta nella città e nelle zone limitrofe, controllate in gran parte dai sostenitori del leader radicale sciita. E mentre l'orrore delle torture ai detenuti iracheni nel carcere di Abu Ghraib resta tema scottante, il generale della riserva Janis Karpinski, comandante della 800/a brigata di polizia militare, a capo del sistema delle prigioni in Iraq e dei soldati responsabili delle torture, ha accusato i servizi segreti militari, sotto il cui controllo è la sezione di massima sicurezza della prigione, di aver «incoraggiato» i suoi sottoposti a tali comportamenti.

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