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Lunedì 25 Settembre 2017 | 10:14

Falluja, i marines si ritirano

Ma i bombardamenti continuano. Otto soldati statunitensi sono rimasti uccisi e quattro feriti da un'autobomba vicino Mahmudiyah, a sud di Baghdad
FALLUJA, 29 aprile 2004 - I marine statunitensi sono pronti a lasciare Falluja, ma i raid aerei sono continuati anche oggi. Secondo alcune fonti, il ritiro è già iniziato, almeno in alcune zone della roccaforte sunnita, sulla base di un accordo ancora piuttosto fumoso con veterani dell'esercito di Saddam Hussein. La situazione resta calda in tutto il paese: otto soldati statunitensi sono rimasti uccisi e quattro feriti da un'autobomba vicino Mahmudiyah, a sud di Baghdad. Di certo, caccia americani hanno bombardato per il terzo giorno consecutivo postazioni dei ribelli a Falluja. «F-16 e F-18 della Marina hanno sganciato sei bombe di precisione teleguidate e hanno distrutto due edifici in cui si nascondevano forze anti-coalizione», ha riferito Gary Arasin, portavoce dell'Aviazione americana. Gli F-18 sono partiti dalla portaerei George Washington di stanza nel Golfo Persico. I caccia hanno agito in supporto delle truppe di terra, ha precisato il comandante Cappy Surrette, e sono rimaste nell'area per missioni di ricognizione. Il contenuti dell'intesa per il ritiro, però, sono poco chiari. Stamani, il colonnello Brennan Byrne ha riferito ai giornalisti che il Primo battaglione del Quinto reggimento dei marine si apprestava a sgomberare dall distretto industriale a sud della città. La responsabilità della sicurezza, ha spiegato, passerà al generale Salah, un tempo comandante dell'esercito iracheno, che guiderà trecento uomini. I marine, invece, si attesteranno sul perimetro settentrionale di Falluja, dove si sono svolti i combattimenti più duri. Byrrne ha anche precisato che l'accordo non rientra nel negoziato di pace più ampio ancora in corso. Da Washington, fonti del Pentagono hanno confermato che è in corso solo un «riposizionamento» delle truppe, ma hanno negato che sia stata raggiunta un'intesa per togliere del tutto l'assedio imposto il 5 aprile alla città, dopo il linciaggio di quattro guardie giurate. Il sottosegretario alla Difesa, Paul Wolfowitz, ha ribadito che la situazione a Falluja resta «confusa», ma che si sta lavorando a un accordo. «L'obbiettivo deve essere isolare gli assassini dalla popolazione, così che se dovesse rendersi necessaria un'azione militare si limitino al minimo le perdite tra civili», ha spiegato. Il piano sulla cui base è stato avviato il ritiro è stato redatto dopo colloqui a porte chiuse tra il generale James Conway, che comanda il Primo corpo di spedizione dei marine, e un gruppo di notabili locali. Delle prospettive di pace si sarebbe discusso anche in un incontro, alla moschea di Falluja, tra 60-80 leader religiosi e tribali.

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