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Bosnia - Il massacro di Srebrenica fu un genocidio

La sentenza emessa dal Tribunale penale internazionale sull'ex Jugoslavia dell'Aja. I due principali accusati, Mladic e Karadzic sono ancora liberi, nell'estate 1995 furono uccise 7mila persone
BRUXELLES - Il massacro di Srebrenica è stato un genocidio: lo ha stabilito la sentenza emessa oggi dal Tribunale penale internazionale sull'ex Jugoslavia dell'Aja sul massacro compiuto nel 1995 nell'enclave musulmana in Bosnia.
La decisione è stata presa dalla Corte d'appello del Tribunale dell'Aja, che nella sentenza di prima istanza, il 2 agosto del 2001, aveva già stabilito che il massacro di Srebrenica costituiva un genocidio.
I giudici hanno deciso «all'unanimità» la sentenza con la quale hanno «confermato che quello di Srebrenica è stato un genocidio» contro i musulmani in Bosnia, ha dichiarato il giudice americano Theodor Meron.
In quella che rappresenta la maggior atrocità compiuta in Europa dopo la fine della Seconda guerra mondiale, circa 7mila musulmani vennero uccisi. I fatti avvennero nell'estate del 1995 quando, dopo tre anni di assedio, l'allora capo di stato maggiore serbo bosniaco, Ratko Mladic, ordinò ai primi di luglio l'attacco finale contro la città.
La sentenza di oggi è ritenuta di valore storico, destinata a fare giurisprudenza, condizionando pertanto il giudizio su altri casi simili.
Oltre a Mladic, anche il responsabile politico all'epoca dei serbi di Bosnia, Radovan Karadzic, si trovano ancora liberi. In occasione della sentenza di primo grado, il generale Radislav Kristic, che comandava le forze che diedero l'assalto finale all'enclave, è stato condannato a 46 anni di prigione per crimini di guerra e contro l'umanità.

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