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Sabato 16 Dicembre 2017 | 12:01

L'ipnosi di Gucci tra
statue antiche e Bugs Bunny

sfilata Gucci

MILANO - Il Tevere e Bugs Bunny, le statue antiche e i simboli esoterici, il glitter ed Elton John, il logo e le tute anni '80: tutto cozza e tutto si tiene sulla passerella di Gucci. E’ lo scopo di Alessandro Michele, che vede se stesso come un ipnotista e la sua moda come un’«istigazione a fare diversamente».
«Viviamo in una società in cui siamo ossessionati dal verificare, io invece - spiega poco prima della sfilata - vi voglio ipnotizzare. Il problema della contemporaneità è che la possibilità è esclusa perché non scientificamente provata, la nostra è un’epoca di 'iperilluminismò che distrugge la poesia, mettendo al centro dell’universo una razionalità massacrante». Contro questa società che corre incessantemente verso il nuovo e preme per l’omologazione, Michele rivendica la possibilità di perdersi e di fermarsi, di stare, per «scavare, rimanere, attraversare in maniera più profonda un’estetica, lasciare che le cose sedimentino». Fa parte di questo modo di lavorare e della sua esperienza «personale, estetica ed emotiva» il non vedere la contemporaneità, e con essa la moda, come un unico racconto lineare, ma come un insieme di mille storie diverse, unite tra loro da quelli che il direttore creativo della doppia G chiama «riti nascosti» e che molto hanno a che fare con la cultura e la bellezza.

E c'è molto del rito nella sfilata di oggi nell’hub di via Mecenate, a partire dall’invito, una scatola di latta come quelle delle vecchie farmacie, decorata con un drago e con all’interno fili rossi, candele nere, cerini da club losangelino. Un sortilegio che inizia a svelarsi quando si entra nella sala della sfilata, con il Tevere come passerella, copie di statue antiche, archi, mummie, portici e colonne disseminati ovunque, a contrasto con lampioni urbani e pavimenti in pvc. In prima fila i protagonisti della 'rapsodia romanà ritratta nella campagna cruise, da Chiara Mastroianni a Barbara Alberti fino a Francesco Bianconi dei Baustelle. Se quegli scatti capitolini sono «un inno alla personalità», la collezione per la prossima estate rappresenta «l'idea dell’umano possibile», la messinscena di un «vivere multiplo» che per Michele sottintende un invito a "essere realmente ciò che si è».

In quest’ottica del 'vale tutto' gli uomini sfilano con camicia, cravatta, shorts e gilet con l’immagine di Bugs Bunny, tute vintage con stelle e strisce ispirate a pezzi originali disegnati da Bob Mackie per Elton John, pull bianchi con la scritta 'magnetismò, completi candidi con il logo all over, cappe nere, bomber e pantaloni in pizzo. Le ragazze indossano invece abiti in tulle e cristalli ispirati ai costumi da pattinaggio artistico, tute sportive anni '80 con grandi ricami luccicanti e colorati, cappotti maculati, giacche in principe di Galles su abiti in pizzo inglese, pellicce della nonna e pumps di vernice, abiti di raso rosa con fiocchi da diva, tute circensi con stelle e cuori di strass, abiti plissé lunghi con spalline militari e cascate di frange metalliche, calottine argentate e calze in lurex con le ciabattine, vestiti in pelle dalle spalle giganti, giacchine in paillettes e bermuda in seta, completi damascati con bande sportive, broccati bordati di pelliccia e mantelline ricamate. (di Gioia Giudici, ANSA) 

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