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Giovedì 21 Settembre 2017 | 01:53

Al Museo del tessuto

Eleganza nel Settecento
aperta una mostra a Prato

Eleganza nel Settecentoaperta una mostra a Prato

È appena stata inaugurata, al Museo del Tessuto di Prato, la mostra: “Il Capriccio e la Ragione. Eleganze del Settecento europeo”, curata da Daniela Degl’Innocenti e aperta al pubblico fino ad aprile 2018. Organizzata dalla Fondazione Museo del Tessuto di Prato in collaborazione con il Museo della Moda e del Costume delle Gallerie degli Uffizi, con il Museo Stibbert di Firenze e con il Museo del Tessuto della Fondazione Antonio Ratti di Como, la mostra propone un dialogo tra tessuti e capi di abbigliamento femminili e maschili, porcellane, oggetti d’arredo, dipinti e incisioni “tessendo”, così, un percorso inedito sul Settecento europeo.

L’esposizione percorre il secolo passando dal “Capriccio” alla “Ragione”. La prima parte è dedicata al tema dell’esotismo. Lacche, porcellane, tessuti, dipinti su carta provenienti da India, Cina, Giappone generano in Occidente un profonda trasformazione del gusto che ricade sulle produzioni delle maggiori manifatture europee, in primis quella francese.

Nel caso dei tessuti dà vita a stili come l’eccentrico “Bizarre”: “Un fenomeno del tutto particolare nella storia del tessuto di seta in Occidente, perché i disegni non hanno riferimenti a oggetti o forme conosciute: sono pura invenzione, come fossero nati dal capriccio di un Dio sconosciuto intento a creare una natura mai vista. Un esotismo reinventato che rimane nella memoria come la traccia di un sogno” (dal Catalogo “Il Capriccio e la Ragione”, Ed. Silvana Editoriale, Museo del Tessuto, Prato).

Procedendo verso la fine del secolo, invece, il decoro si alleggerisce di pari passo al diffondersi del pensiero razionalista. Le righe regimentano le strutture decorative dei tessuti fino ad annullarsi a favore del fondo monocromo. Questo cambiamento si riflette anche nella moda del tempo. Gli abiti in mostra documentano, infatti, come l’abbigliamento segua lo sviluppo culturale e sociale di questo periodo che passa dai fasti esclusivi delle corti alla rivincita della dimensione imprenditoriale e borghese del quotidiano.

“L’affermarsi della borghesia francese fu preceduta da quella inglese, più sensibile nel concepire l’impegno lavorativo come dignitoso strumento di riscatto morale e psicologico dell’individuo. Questo determinò l’adozione di fogge vestimentarie più pratiche, adatte a una vita più dinamica, quali la femminile “robe à l’anglais” e la maschile “redingote”, modelli che la stessa Francia rileverà”

(dal Catalogo: “Il Capriccio e la Ragione”, Ed. Silvana Editoriale, Museo del Tessuto, Prato).

Venera Elisa Fichera

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