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Giovedì 23 Novembre 2017 | 18:01

per la festa della mamma

L'arte e il dono di essere madri

Il siciliano Giuseppe La Spada in mostra con «Sublimis» alla Triennale di Milano

Giuseppe La Spada

Giuseppe La Spada

di Venera Elisa Fichera

Essere madre è il dono più emozionante che la vita possa regalare, almeno alla maggior parte delle donne. Un mamma in attesa rappresenta la straordinaria bellezza della continuità della vita e Giuseppe La Spada, artista digitale siciliano, ha «catturato» questa essenza nella sua opera «Mother».

Lo abbiamo incontrato a Milano, città in cui vive e lavora, e dove ha recentemente presentato in Triennale la sua mostra «Sublimis», progetto interdisciplinare che indaga sulla relazione Uomo-Acqua, successivamente riproposta al South Street Museum di New York. La colonna sonora, un adagio che rappresenta la voce della natura, è del compositore giapponese di fama mondiale Ryuichi Sakamoto.

Per La Spada il grembo materno con il suo liquido amniotico rappresenta una sorta di «metafora» dell’oceano: «Se vi è una magia su questo pianeta è contenuta nell’acqua», Loren Eiseley.

«Il mare per me ha sempre rappresentato la vita» afferma l’artista e continua: «l’acqua è la madre di tutto, come diceva anche Dalì, l’essere umano anela costantemente a un ritorno intrauterino.

Tutti i nostri organi, tutti i nostri sensi si sviluppano mentre siamo protetti e “cullati” da questo elemento. Mi ha sempre affascinato l’idea di ritornare in questa dimensione che è allo stesso tempo una “non dimensione”.

L’acqua, poi, è il mio “elemento d’elezione” perché ha sempre rappresentato per me un modo di rimanere legato alla mia Sicilia, terra in cui sono nato».

«La mia prima mostra, “Sublimis”, pone una serie di interrogativi sui massimi sistemi per cercare di soddisfare la mia personale curiosità, ma soprattutto per sensibilizzare i visitatori in generale, con un occhio di riguardo alle nuove generazioni, sul tema del consumo sostenibile dell’acqua.

L’obiettivo è partire da dati scientifici, tradurli attraverso l’arte, la musica, la tecnologia: tutti linguaggi con cui i giovani oggi comunicano e interagiscono. Questo progetto multimediale multisensoriale si chiama Sublimis, termine latino inerente all’eccelso, riferendosi alla scomposizione dei termini “sub-limo”, che significano letteralmente “sotto il fango”. In questo periodo storico in cui la bellezza della natura è calpestata, vive sotto una “coltre di fango” prodotta dall’essere umano questo significato del termine enfatizza ancor di più il cattivo comportamento dell’essere umano nei confronti del pianeta ospite.

L’oceano è l’embrione del pianeta, stiamo partorendo un mare pieno di plastica».

L’artista siciliano, infine, augura a tutte le future mamme del mondo di concepire un bambino per amore e, se dovesse scegliere un gioiello per la sua mamma sarebbe, certamente, una collana tinta dai colori del mare!

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