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Lunedì 25 Settembre 2017 | 13:50

sfilate milanesi

Il rosso e il verde vibrano
sul lussuoso nero Armani

Armani

di VENERA ELISA FICHERA

MILANO - Come di consueto, chiude la settimana della moda milanese, dedicata alle collezioni donna A/I 2017-18, il sogno irriverente di Giorgio Armani. Come sfaccettature di una gemma preziosa, segni, cromatismi e materia si moltiplicano. In uno stile libero, echi orientali, pois, fiocchi, trompe l’oeil su lunghi guanti o in velluto, jacquard pittorici, nappine, perline e frange accese da colori vivaci, quali viola ametista, rosso rubino e verde smeraldo, si evidenziano sull’eleganza del nero. Brilla il raso matelassé che incontra il velluto double face delle mantelle. Un invito a una personale e poetica scelta nel vestire mescola capi e accessori secondo l’istinto. Per la sera la banda dei pantaloni del tuxedo per lei si illumina grazie all’ap - plicazione di lucenti paillettes multicolor mentre i cristalli dei rever della giacca abbagliano.

«Per la creazione dei miei capi mi ispiro a una donna che cerchi nell’abito un comportamento che l’appaghi. L’abito è un’espressione del nostro modo di essere che ci aiuta a esprimerci al meglio ma anche a nasconderci o proteggerci», afferma Laura Biagiotti che propone un guardaroba dove la perfezione di Canova coesiste con la destrutturazione di Burri; qui i toni naturali e pietrosi delle stampe sfumano le sculture del primo con l’effetto craquelé dei cretti dell’altro. Ciak si gira da Mila Schön: “Sono un narratore, la moda è il mio romanzo, il cinema la mia ispirazione», sottolinea Alessandro De Benedetti, direttore creativo della maison, che porta in scena la sartorialità inglese di «The persuaders» degli anni Settanta, una reinterpretazione dell’iconico giubbotto di denim che ricorda l’atmosfera del film degli anni ‘90 «Belli e Dannati» di Gus Van Sant, realizzato oggi in crpe sablé rosa foderato in pelo di mohair, e una serie di stivali con tacco a stiletto effetto vertigine per eroine alla maniera di Grace Kelly. Racconta una «rosa d’inverno» la collezione demi-couture della maison omonima del giovane pugliese, pieno di talento, Mario Dice. Tra ricami preziosi, perle e macramè abiti leggeri come petali, tute e chemisier vivono in una palette ispirata alla rosa Aimée Vibert per i bianchi candidi, alle Albertine per i rosa tenui e alle Anna Vena per i rossi più decisi. Woolrich, infine, torna in Alaska, dove 187 anni fa nasceva l’Arctic Parka, per il lancio della sua prima collezione «shoes» da donna nata dall’unione tra i tipici componenti della calzatura tecnica outdoor e un design urbano mentre Moncler, la maison nata nel 1952 a Monestier-de-Clermont in Francia, leader nella creazione dell’out - wear, debutta con la sua prima collezione di occhialeria, Moncler Lunettes, appunto, in collaborazione con Marcolin Eyewear

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