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Giovedì 23 Novembre 2017 | 15:58

glamour

Sulle passerelle chic
il gran ritorno dell'oro

È luccicante la Christmas special edition di Hogan

Sulle passerelle chic il gran ritorno dell'oro

di Venera Elisa Fichera

«L’oro e i brillanti hanno un’eloquenza muta che smuove il cuore di una donna molto più che i bei discorsi», affermava William Shakespeare e, per quanto la massima possa non valere per tutte, un proverbio ricorda che: «Chi viaggia con le scarpe d’oro può arrivare sino alla fine del mondo».

L’oro torna sulle passerelle e colora la Christmas Special Edition di Hogan, il marchio italiano Re del casual-luxury che, per il Natale 2016, propone i modelli glam-pop H-222 e Traditional 20.15 in camoscio e vernice nera con dettagli in pelle dorata combinata a tessuto misto seta, mentre la tomaia è impreziosita da una lavorazione fil coupé in velluto e lurex che crea un tridimensionale effetto pois.

Ma l’oro tinge anche il volto di una delle protagoniste delle polaroid dell’artista Vanessa Beecroft - «Vanessa Beecroft polaroids 1993.2016» - presentate a Milano, negli Appartamenti del Principe di Palazzo Reale, nell’ambito della prima edizione del Photo Vogue Festival, dedicato alla fotografia di moda. L’artista, famosa per il suo approccio non convenzionale alla creazione di immagini, utilizza, sin dagli esordi, la performance come scelta espressiva. «Profondamente radicata nella cultura classica, la Beecroft crea dei tableaux vivants spesso ispirati alla pittura e alla scultura del passato. La sua ricerca dilata il tempo e lo ricombina, sintetizzando le forme della statuaria classica con le più contemporanee visioni», dichiara Alessia Glaviano, direttore artistico della kermesse. E continua: «Nella metà degli anni ‘70, la critica cinematografica Laura Mulvey teorizzava il male gaze, quella posizione per cui la visione di un film è sempre mediata da uno sguardo maschile con cui lo spettatore si immedesima e dal cui punto di vista trae piacere, il soggetto femminile è quasi sempre ritratto come oggetto del desiderio voyeuristico maschile. Beecroft con le sue performance, così come con le immagini che rimangono a testimonianza delle stesse, compie un atto sovversivo di riappropriazione del gaze, ribaltandone il significato e ridefinendo lo sguardo femminile della donna nei confronti di un’altra donna».

venisafichera@gmail.com

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