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Sabato 23 Settembre 2017 | 14:59

moda

Dolce e Gabbana, Sud
vera star in passerella

Compreso tra Golfo di Napoli e Sicilia il «Paradiso perduto» del duo

Dolce e Gabbana, Sud vera star in passerella

di Venera Elisa Fichera

Milano - Nella domenica di sfilate milanesi dedicate alle collezioni donna primavera/estate 2017 va in scena il magico Tropico Italiano di Dolce & Gabbana.

In un «atelier ai tropici» questa volta, nel meraviglioso Eden del Sud Italia, figure femminili sembrano dipinte in una «Vegetazione tropicale» che fa irruzione con i suoi colori e la sua lussureggiante sensualità. Il «Paradiso perduto» del duo creativo è compreso tra il Golfo di Napoli e la Sicilia ed è metafora di quei valori fortemente legati all’italianità» cari agli stilisti. Dolce e Gabbana dipingono la loro collezione regalando un’emozione. L’estetica della maison si snoda su abiti che raccontano quello stile di vita tipico del Sud Italia con tutta la passione e il calore del Sud del mondo. Non si tratta di abiti, ma di simboli materializzati, di un ricordo, di amore. Il fiore del «tropico italiano» è la rosa che sboccia su meravigliosi e leggeri abiti con volant che ricordano petali. La pasta, i gelati, i mandolini si manifestano sulle stampe di completi/pajama o abiti con gonna a corolla come i cocktail dei chioschi delle piazze. Il tamburo della banda si trasforma in una borsetta e la pizza con la salsa al pomodoro? Si gusta sui capi in juta. La candida camicia bianca è tempestata di ruches, mentre i canditi coloratissimi profumano dalle macro paillettes sugli strepitosi soprabiti un po’ over. Sulle rete delle gonne restano impigliate conchiglie e pesci pronti per il fritto misto da portare in tavola. Tra sensuale pizzo e chiffon nero la Madonna degli altarini è incorniciata da abbaglianti decori in cristallo. Ironica la parata finale in cui le ragazze belle come Madonne indossano t-shirt che «fanno il verso» al logo della maison «taroccato», mentre sui loro capi si accendono corone/luminarie. That’s Amore, tutto questo è #DG Family.

Ci spostiamo adesso, invece, nella Factory di Gaia Trussardi che manda on stage per Trussardi le sue eroine «Elegantly Pop». L’eleganza classica dell’estetica della maison si mischia alle dissonanze delle controculture ponendo interrogativi sulle conseguenze del post-moderno. Le Factory girls di Gaia «avanzano sicure, consapevoli, leggere. Il loro fascino è immediato, inevitabile, indescrivibile». Te le trovi davanti all’improvviso con il loro guardaroba «Uptown» che utilizza leggings in lurex con grafismi, motivi «logomania» stampati su shantung e garze mentre il demin si illumina di lamine argentate con fratture a effetto craquelé.

Da Missoni purezza è la parola d’ordine. All’insegna dell’eleganza rilassata tank dress aderiscono al corpo mentre sovrapposizioni di bandeaux a costine, sciarpe pareo e piccoli cardigan annodati in vita sottolineano la silhouette. Abiti effetto trompe l’oeil si alternano ai microdress e ai nuovi bathsuits e bikini con micro bra e slip sgambato in leggerissima maglia fiammata. Illuminati dal glamour dell’oro lurex, che ne accentua la spettacolarità e sensualità, si trasformano in piccoli pezzi gioiello. La morbida versatilità della maglia Missoni, sempre più esclusiva e ricercata nelle lavorazioni, è protagonista nella sofisticata collezione disegnata da Angela Missoni. Salvatore Ferragamo si ricollega alla propria eredità stilistica, ripercorrendo le sue assolute modernità, oggi storicizzate, che ne hanno segnato il percorso. Per questa collezione dal design puro, in cui le linee decise dei capi spalla sartoriali sono il punto di partenza per un look deciso e sensuale, sperimenta facendo tesoro del proprio Dna innovandolo con aggiunte e sottrazioni. Le camicie in cotone maschile traforate inventano un tecno-sangallo mentre abiti a stampa floreale realizzata a mano su cotone tecnico a capo finito regalano uno scenico effetto 3D.

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