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Sabato 18 Novembre 2017 | 05:50

moda

Un trionfo di contrasti
per la favola gotica Gucci

A Milano le collezioni donna primavera/estate del prossimo anno

Un trionfo di contrasti  per la favola gotica Gucci

Venera Elisa Fichera

Nella prima giornata di sfilate milanesi, dedicate alle collezioni donna primavera/estate 2017, va in scena la fantasmagoria irrituale delle lanterne magiche di Gucci. Come specchi deformanti raccontano la meraviglia della storia intrisa in ogni abito della collezione, alterando segni e codici codificati, come avviene di consueto nell’estetica di Alessandro Michele, direttore creativo della Maison. Come in un gioco, il tentativo è di «distruggere per un attimo la stabilità della percezione e far subire alla coscienza, lucida, una sorta di voluttuoso panico» R. Caillois.

Vive sopesa tra gli anni ‘70 e gli anni ‘90 la giovane donna discretamente romantica di Fay. Aquilano e Rimondi, duo creativo della Maison, esplorano il tema Seventies, tra sportwear e streetwear, fondendolo con il grunge degli anni Novanta in un elegante e lussuoso mood contaminato da ispirazioni orientali. L’attitudine grunge rivive nei capi «usurati» super lavati come la sensuale sahariana/chemisier e la super femminile rivisitazione dei pantaloni cargo. I preziosi ricami, che riproducono elementi rubati al mondo militare e all’Oriente, conferiscono un’aura regale a capi street e contemporanei. In un magnifico tripudio di eccellenza artigianale le borchie sono sapientemente anticate e le floreali applicazioni patchwork sono realizzate in cuoio e pvc colorato nelle versatili borse «hobo» in cui il manico di cuoio può essere sostituito da una cintura decorata da rose in metallo anticato.

Wunderkind rende omaggio alle forme dell’Infanta di Velázquez con una femminilità «esagerata». I fianchi esasperati sono il fulcro intorno a cui si modella una couture che interpreta la sensualità di un barocco dall’attitudine ribelle e contemporanea tra i movimenti della sottoveste in vista e del plissé mentre gli incantevoli ricami della tradizione bavarese attraversano gli abiti.

Ci spostiamo adesso «nell’Inferno» portato in scena da Fausto Puglisi. Dedicata alla sua Sicilia la performance, ideata con Armando Punzo, direttore artistico della Compagnia della Fortezza del carcere di Volterra, la racconta mediante la sua «ossessione per l’estetica del cattolicesimo e dell’antica Grecia e l’attrazione magnetica verso l’espressione dell’eccesso visivo». Qui il profumo dei fiori che marciscono incontra quello dell’incenso delle chiese delle periferie di Messina, città di origine di Puglisi che riporta nelle stampe e nei decori dei suoi capi «il massimalismo del lusso tipico del Meridione».

Vanessa Incontrada, infine, disegna Elena Mirò: «Gli stilisti di Elena Mirò mi hanno messo a disposizione tutto il supporto necessario. Abbiamo lavorato insieme per dare vita ai look che più mi rappresentano e oggi, vedendo il risultato finale, sono felice», dichiara l’attrice.

venisafichera@gmail.com

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