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Domenica 24 Settembre 2017 | 08:50

ultimo giorno

Armani, un'emozione
tra esotico e metropolitano

Armani

di VENERA ELISA FICHERA 

Nell’ultimo giorno di sfilate milanesi dedicate alle collezioni uomo primavera/estate 2017 va in scena il viaggio, interiore e di stile, di Giorgio Armani.
Un incontro tra esotico e metropolitano, un’emozione multiculturale per un percorso introspettivo, aperto al cambiamento ma fedele alla propria essenza, che parte dalla sostanza: il tessuto, qualcosa di reale, tattile, in un mondo che privilegia, per lo più, la pura apparenza.
Le superfici degli abiti sono trattate fino a sembrare vissute. Qui si scrive una storia che sconfina in altre culture: fantasie e disegni associano geometrie contemporanee a grafismi ornamentali dal sapore caraibico. La silhouette è leggera e non costruita, trame naturali esaltano fibre primarie come lino e cotone, la seta è luminosa mentre la pelle, svuotata e fluida, muta fino sembrare tessuto.

Da Tod’s, Maison sinonimo di eccellenza ed eleganza Made in Italy, si comincia dal tavolino in legno su cui il nonno di Diego e Andrea Della Valle segnò l’inizio di una storia di successo. La storia altamente artigianale, ora come allora, dell’universo in pelle creato da Tod’s.
Per la prossima stagione estiva i capi in pelle dal taglio cosmopolita e contemporaneo, field jacket, bomber, biker impalpabili come tessuto, sono caratterizzati da una speciale e rara spalmatura artigianale che crea un vellutato e sapiente invecchiamento, ispirato alle pittoriche sfumature di Mark Rothko. La pennellatura sfuma il nero in sabbia, miscela grigio e fango, testa di moro e tinte della terra e si insinua anche sulle calzature.
Il Gommino, motivo Signature di Tod’s, firma il cuoio spazzolato delle sneakers in tutte le versioni, anche quelle nuove in vernice e quelle lavorate con un materico effetto bicolore, in pelle e tessuto.

Dentro la loggia nel quadriportico di Palazzo di Brera, una serie di attori riflette gli archetipi maschili contemporanei nell’installazione voluta da Gaia Trussardi per Trussardi. Personaggi in cerca d’autore in bilico tra ieri e oggi, nostalgia e tecnologia, ruoli tradizionali e genderless.
Per la collezione il punto di partenza sono le tele di pittori come Ligabue e Vincent Van Gogh. Le superfici mosse, quasi fossero increspate da onde, sono state riportate sui tessuti classici del guardaroba maschile.
Tra istituzione e ribellione la silhouette è spezzata a metà: sopra giacca e gilet, sotto pantaloni da jogging mentre stampe di busti classici si stagliano sui capi come quadri-à-porter.

L’uomo Dirk Bikkembergs, invece, è un atleta della moda e fa della passerella la sua marcia trionfale verso l’oro olimpico.
Un chiaro omaggio allo sport, paradigma insito nel DNA del brand, la collezione spazia dalla pelle al neoprene, dal bianco ottico al nero per suit tecno-sartoriali. In passerella anche i piccoli grandi atleti di domani e una lei super sexy che avanza sicura indossando una tuta che ruba la banda laterale ai pantaloni dello smoking che prosegue profilando una estrema scollatura.
Il sartoriale incontra lo sportwear anche da Ermanno Scervino. Qui è protagonista il capospalla proposto in chiave sartoriale ma realizzato in tessuti innovativi e abbinato, sempre, a pantaloni in felpa. Fil rouge di tutta la collezione è la riga, da sempre irrinunciabile passione della Maison.
Eberhard, eccellenza svizzera del mondo dell’orologeria, infine, incontra Moreschi, storico marchio di calzature Made in Italy. Nasce così «Extra-fort Special Edition for Moreschi”» un orologio che esprime al meglio alcune delle caratteristiche che accomunano le due aziende: classicità senza tempo, scelta di materiali pregiati, cura dei dettagli, passione per la qualità.

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