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Lunedì 25 Settembre 2017 | 18:49

tendenze

Un guardaroba «in riga»
per l'estate che avanza

Gli anni Cinquanta furono il periodo di massimo splendore delle millerighe

abiti a righe

ROMA - Orizzontali, verticali, sottili o larghe, sailor o bajadera, le righe sono il print vincente della nuova stagione. Righe grafiche come onde in movimento per uno stile navy o pirata molto primaverile. Colorate, marinare, gessate: le righe sono un classico della moda della bella stagione. Intrise di nostalgia e freschezza, hanno acquisito significati multipli. In ogni periodo storico sono rintracciate righe diverse, perché nel tempo si sono trasformate addosso a personaggi celebri che le hanno indossate personalizzandole con il loro stile. La riga è una linea retta, un insieme di punti vicini tra loro, ma negli anni Sessanta, l’Op-Art arrivò il millerighe geometrico. Così le linee andarono a formare i motivi optical. Il classico rigato appartiene invece al mondo marinaro. Deriva dai pescatori e dai marinai bretoni, con la loro maglia a righe orizzontali, generalmente blu e bianche, nere e bianche o rosse e bianche.

La Chemise Breton fu ideata per gli uomini, ma la giovane Gabrille Coco Chanel ne intuì la potenzialità e la trasformò in un’iconica maglia. Gli anni Cinquanta furono il periodo di massimo splendore delle millerighe. Nel 1958 la marina militare fece della maglia bretone una divisa, 21 righe a simboleggiare ogni vittoria di Napoleone. Il riferimento storico è nel folclore sudamericano delle baiadera, ballerine che danzavano con gonne larghe a righe multicolori. La palette cromatica derivava dalla pittura Ndebele con cui la tradizione africana ha dipinto capanne e tessuti.

Il trionfo delle millerighe colorate arrivò addosso a Carmen Miranda che ispirò Salvatore Ferragamo nella realizzazione di zeppe a righe colorate. Più tardi le righe vennero chiamate «a sdraio» poiché riproducevano il tessuto delle sedute da spiaggia.

Nel 1968 Missoni lanciò un abito di maglia lavorato a baiadera.

Nel 1967 Dior inserì nell’alta moda un abito lungo con la spalla scoperta a righe trasversali colorate. Biba a Londra decorò negozio e scarpe con motivo rigato e il movimento hippie, con i suoi look eccentrici mise le righe ovunque.

Negli anni Novanta Jean Paul Gaultier trasformò le millerighe blu e bianco nel segno distintivo del suo stile, unite ai pois o ai ricami di fiori.

Kurt Cobain consacrò invece l’aspetto ribelle del millerighe nel grunge.

Il pinstriped o gessato è caratterizzato invece da sottili linee bianche che percorrono il tessuto in lana pettinata o in flanella. Il termine rimanda evidente al gesso utilizzato dai sarti. Reso noto da personaggi appartenenti alla cultura degli anni Trenta, come i gangastar, divenne simbolo dell’eleganza rigorosa grazie anche ai dandy e a personaggi femminili con predilezione per lo stile androgino come Greta Garbo. Le versioni del gessato sono tre: il pinstriped è una successione di piccoli punti a formare la riga bianca; il chalck stripe, ovvero una linea continua tracciata col gesso; il cable stripe, riga costruita da trattini diagonali. La raffinatezza del mannish style viene colta nel 1966 da Yves Saint Laurent, il cui smoking gessato verrà indossato da una modella ritratta nella celebre foto in bianco e nero di Helmut Newton.

Oggi, le righe sono un evergreen per Max Mara che le ripropone con la bella stagione in pattern ipnotici, rubati al mare e ai suoi simboli, dai nodi nautici alle righe sailor. Righe multicolori illuminano la maglia di lurex da abbinare a pizzi, paillettes e accessori colorati. O ancora, righe bianche e nere per uno stile sofisticato come vuole Simona Barbieri designer di Twin Set.

Romantiche le righe di Blumarine che movimenta bluse e abiti in organza di seta con colori pastello e preziosi ricami floreali, con un gusto rétro e un effetto 3D.

Missoni mescola righe orizzontali, verticali e zig-zag per dare movimento alle maglie leggere.

Da Ferragamo gli abiti scoprono le spalle ha miscelato righe di dimensioni diverse a strisce effetto grata e micro-volant.

Prada mette sopra la camicia ben chiusa al colletto, sopra lo sweater a geometrie afro.

Blu e bianco o verde e bianco da Dolce & Gabbana che lavorano sulle dimensioni. Irrazionali e ribelli le righe di Miu Miu, quasi una controrivoluzione culturale. (di Patrizia Vacalebri, ANSA)

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