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Martedì 16 Gennaio 2018 | 22:29

incompiuta

Slitta l'ultimazione
dell'ex biblioteca

A San Giacomo i lavori avrebbero dovuto essere già terminati

Slitta l'ultimazione dell'ex biblioteca

emilio salierno

La riqualificazione dell’edificio di rione San Giacono, nato negli anni’80 come biblioteca di quartiere, non è ancora stata completata. A dicembre 2017, l’amministrazione comunale annunciò che entro l’anno appena trascorso si sarebbero conclusi i lavori di ristrutturazione funzionali ad un centro di accoglienza per i diversamente abili e gli anziani.

Che cosa ha fatto saltare la tabella di marcia?

«C’è stato un fermo delle opere tra settembre e ottobre - dice Michele Casino, assessore ai lavori pubblici - a causa di una perizia relativa agli impianti termici e idraulici. Ma il problema è stato superato e gli interventi sono ripresi all’interno del fabbricato. La consegna slitta al 2018.

Rispetto ai lavori totali è stato già realizzato circa il 45 per cento di quanto previsto». Il progetto di recupero dell’immobile di San Giacomo è un’eredità delle passate amministrazioni. La Contedil di Ferrandina è l’aggiudicataria dei lavori per un importo di 623.526, 49 euro a ribasso d’asta-

Lì, dunque, sorgerà un centro di accoglienza per i disabili, anche nell’ambito del progetto nazionale «Dopo di noi».

Il fabbricato, che è stato negli anni di abbandono un luogo di rifugio per immigrati, si sviluppa su tre piani, ognuno dei quali è di circa 400 metri quadrati. Al piano terra verrà realizzata una sala mensa. L’area esterna è di 1800 metri quadrati e lì verrà realizzato un parco giochi per i bambini. Previsti un laboratorio e la cucina, l’area reception e una sala-soggiorno. Al primo piano ci saranno sei camere da letto, una sala polifunzionale, bagni e zona ufficio. Al secondo piano 6 camere da letto. Il progetto si concentrerà su due temi: la casa di accoglienza e l’integrazione della struttura con il quartiere.

Negli anni di abbandono qualcuno ha anche pensato di collocare in quello stabile una sede decentrata della polizia municipale.

Nel 2009, invece, la proposta che arrivava da molto lontano, dall’Oman, attraverso il Centro culturale islamico di Matera.

Il Sultanato del Paese arabo, fece presente il presidente del Centro islamico (sodalizio che è una costola dell’Associazione di amicizia e cooperazione italo-araba), avrebbe potuto finanziare la riqualificazione dell’immobile per destinarlo ad un Centro interculturale.

Secondo la proposta, il palazzo si prestava ad una sede per la cooperazione interculturale da attrezzare con sistemi mediatici e servizio satellitare, coinvolgendo nel progetto altri Paesi aperti al dialogo tra i popoli e per la pace nel mondo come la Giordania, il Marocco, l’Albania. Ma non se ne fece nulla.

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