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Domenica 19 Novembre 2017 | 19:03

Sono due anziani

Arrestati gli assassini
del pastore di Salandra

Sono pensionati i presunti responsabili del delitto avvenuto il 6 marzo scorso

Arrestati gli assassinidel pastore di Salandra

ENZO FONTANAROSA

Ad armare la loro mano, un sentimento di vendetta. A lungo covato. Alimentato da odio. Tanto da indurli a trovare in una soluzione estrema il modo per rifarsi di angherie, prepotenze, soprusi. Sarebbe maturato così l’assassinio del pastore di Salandra di cui sono accusati due pensionati del posto, arrestati dai Carabinieri per concorso in omicidio aggravato dalla premeditazione. Sono Nicola Lucchetti (di 65 anni, con piccoli precedenti per reati contro la persona) e Francesco Tantone (70 anni, incensurato, ex direttore di banca). I Carabinieri del Nucleo operativo della Compagnia di Tricarico hanno eseguito le ordinanze di custodia in carcere al termine delle indagini sull'uccisione di Vincenzo Lauria (34 anni), avvenuta nel pomeriggio del 6 marzo scorso. L’arresto è stato eseguito su ordine del gip del Tribunale di Matera, Angela Rosa Nettis, che ha condiviso la richiesta del sostituto procuratore della Repubblica, Maria Christina De Tommasi, la quale ha coordinato le indagini dei militari dell’Arma in un rapporto di proficua sinergia.

Degli esiti della operazione se ne è parlato ieri mattina, nella sala stampa del Comando provinciale della Benemerita, in un incontro al quale sono intervenuti il maggiore Daniele Dinoi (in sostituzione del comandante, del ten. col. Samuele Sighinolfi, fuori sede per impegni istituzionali ), il capitano Antonio De Rosa (nuovo comandante della Compagnia di Tricarico, al posto del magg. Maurizio Laurito) e il maresciallo capo Giovanni Grimaldi (comandante della Stazione di Salandra).

Si è ricordate che Vincenzo Lauria fu ucciso intorno alle 17.30 di lunedì 6 marzo 2017 con un colpo sparato da un fucile da caccia calibro 16, non ancora trovato, ma le indagini sono ancora in corso. L’agguato mortale avvenne in contrada Varre, sulla collina della frazione di Montagnola, a pochi chilometri dal centro abitato, luogo dove la vittima risiedeva. La scarica di pallettoni lo colpì mentre era in coda al gregge che sta riconducendo all’ovile, insieme al gemello Antonio, il quale, essendo in una posizione più avanzata, non ebbe infatti modo di assistere all’azione che portò all’uccisione il fratello.
Dalle indagini si è stabilito che «Lucchetti sarebbe stato l’esecutore materiale del delitto, ideato invece da Tantone. Sul movente dell’omicidio – ha spiegato il magg. Dinoi – abbiamo motivo di ritenere che sia sorto a seguito dei dissidi creatisi tra i due arrestati e la vittima a causa di problemi sorti per pascolo abusivo e sconfinamento nelle proprietà. I motivi di risentimento, comunque, erano nei confronti di entrambi i pastori». I due pensionati «sono ora nella Casa circondariale di Matera in attesa dell’interrogatorio di garanzia».

A loro i Carabinieri sono giunti con «indagini tradizionali e anche tecniche con l’ausilio dei colleghi del reparto Investigazioni scientifiche di Roma, per la parte balistica. Le indagini sono ancora in corso e potrebbero esserci degli sviluppi, sia pure non eclatanti». Una attività molto articolata che ha permesso di raccogliere «gravi indizi di colpevolezza a carico di entrambi gli arrestati – ha affermato il cap. De Rosa – per un omicidio maturato in un clima di degrado sociale a causa del forte odio e risentimento che i due arrestati nutrivano nei confronti dei gemelli Lauria. Erano ritenuti responsabili di perpetuare da anni pascolo abusivo e imponendo il loro dominio sui terreni limitrofi al loro. I due arrestati, non a caso, nella contrada Varre sono proprietari di fondi agricoli. In particolare, il pascolo abusivo avveniva sul terreno di Tantone e il movente attribuito a Lucchetti è da collegare presumibilmente a un furto di attrezzature agricole e meccaniche che lo stesso aveva subito il 4 marzo nel suo fondo e che lui addebitava a pastori della zona. Tra l’altro, nella mattinata del giorno dell’omicidio, aveva presentato denuncia di questo furto nella Stazione Carabinieri». Prezioso è stato il «contributo testimoniale dei cittadini, che non si sono dimostrati omertosi, ma hanno contributo alle indagini facendo fare luce sulle dinamiche del mondo rurale – ha aggiunto il capitano –. Ciò ha contribuito a comprendere come i fratelli Lauria assumessero degli atteggiamenti di prepotenza e dominio, con comportamenti intimidatori a volte sfociati in aggressioni fisiche. Come avvenne nel 2015, quando un cittadino ostruì un tratturo al passaggio del gregge e subì aggressione con lesioni che superarono i 30 giorni di prognosi».

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