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Venerdì 17 Novembre 2017 | 18:34

fabbrica di jesce

Ferrosud, serve chiarezza
sul concordato preventivo

la ricerca di uno spiraglio

Ferrosud, serve chiarezza sul concordato preventivo

di Emilio Salierno

Mercoledì prossimo nuova tappa del confronto per la crisi dello stabilimento Ferrosud.

I sindacati, accompagnati dagli avvocati di fiducia, si siederanno al tavolo insieme al commissario giudiziale, avvocato Giovanni Acito, e al commissario liquidatore, dott. Emanuele Loperfido. In discussione la procedura di concordato preventivo della Ferrosud S.p.a.. L’incontro segue alla lettera di Fim Cisl, Fiom Cgil e Uilm ai due commissari, il 7 novembre scorso, in cui i sindacati chiedono di fare chiarezza sull’andamento del concordato preventivo, che è uno dei possibili strumenti di soluzione delle crisi aziendali attraverso un accordo di natura negoziale tra impresa debitrice e creditori, finalizzato al risanamento e alla ristrutturazione del debito.

Una richiesta che mercoledì, quindi, troverà riscontro.

Il 6 novembre scorso, nella riunione tenutasi a Roma al ministero dello Sviluppo economico (Mise), ricorda Maurizio Girasole, segretario regionale della Fiom, «all’Unità di gestione delle vertenze del Mise fu fatto presente, da parte dell’avvocato della Ferrosud, il ritorno “in bonis” dell’impresa (sostanzialmente la posizione creditoria che le banche vantano nei confronti di clienti ritenuti solvibili e quindi in grado di fare fronte al rimborso del credito secondo le modalità prestabilite, n.d.r.) poiché la società è sottoposta ad un concordato preventivo in continuità, omologato dal tribunale con provvedimento ormai definitivo, anche se ancora resta evidenza, presso il registro delle imprese, la pendenza della procedura stessa di concordato.

Ora abbiamo bisogno di capire meglio questa dichiarazione della Ferrosud - rileva Girasole - che fa pensare ad una chiusura del concordato. Insomma, serve un chiarimento per uscire da quello che sembra una contraddizione o un equivoco».

Il problema della Ferrosud, come ribadito nelle ultime settimane dai sindacati, è soprattutto di credibilità sul mercato, nell’ottica di nuovi possibili lavori.

«In effetti bisogna uscire da questa situazione rispetto ai grandi player del settore, cioè multinazionali estere, che dovrebbero fornire lavori in subappalto. Loro, infatti, vogliono avere a che fare solo con gruppi di comprovata solidità.

Persistendo questa pecca legata alla credibilità economica di Ferrosud, qualsiasi prospettiva non avrebbe le gambe per potersi reggere».

Il confronto sulla Ferrosud non si esaurirà mercoledì prossimo.

L’altra tappa, dice Girsole, «è l’assemblea del 16 novembre con i lavoratori. In quella sede dovremo decidere le azioni di lotta da intraprendere. Mi preme anche capire il ruolo di Confindustria Basilicata in questa vicenda, che secondo il mio parere resta poco chiara. Non si riesce proprio a digerire quella dichiarazione, poi smentita, sul coinvolgimento della società Blue Train. Penso ancora che Confindustria debba far sapere con precisione la sua posizione rispetto ad un’azienda simbolo del territorio materano».

Il sindaco di Matera, Raffaello de Ruggieri, nei giorsni scorsi, ha detto che «è bene continui ad esserci un corale colloquio per la vicenda Ferrosud e una pressione nei confronti del Governo e in particolare del ministero dello Sviluppo economico, per capire se gli interventi legati all’azienda possano o meno rientrare nel Piano industriale 2017-2026 del Gruppo FS».

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