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Martedì 21 Novembre 2017 | 22:22

capitale europea

La comunità lucana unita
in cammino verso il 2019

Matera, l'Anci ribadisce l'importanza della coesione istituzionale

La comunità lucana unitain cammino verso il 2019

di Donato Mastrangelo

MATERA - La comunità lucana in cammino verso il 2019. Nel terzo anniversario della proclamazione di Matera a Capitale europea della cultura per il 2019, era il 17 ottobre 2014 quando il ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini annunciò al mondo la designazione continentale, la memoria sembra ritornare ad una settimana prima di quello storico evento, a quel 7 ottobre in cui la giuria chiamata a valutare la candidatura della città dei Sassi fu accolta calorosamente in via Ridola dai lucani e da “U Rumit”, l’uomo albero maschera del Carnevale di Satriano che sanciva l’ideale abbraccio della comunità della Basilicata alla commissione. Tre anni dopo, l’assemblea regionale degli amministratori locali dell’Anci Basilicata, convocata a Palazzo Lanfranchi, rafforza il progetto di coesione dell’intero territorio regionale verso l’appuntamento del 2019.

Con questo proposito ieri mattina, nell’incontro moderato dal giornalista Renato Cantore, sono state approfondite le tematiche che ruotano attorno a Matera 2019.. «Oggi come allora - ha dichiarato il presidente regionale dell’Anci, Salvatore Adduce - è necessaria la coralità della comunità regionale. La presenza del coordinatore per conto della Presidenza del Consiglio dei Ministri, Salvo Nastasi, che noi fin dal primo momento abbiamo salutato come portatore di un contributo rilevante per facilitare le azioni necessarie per arrivare pronti all’appuntamento del 2019 sta a significare che vogliamo lavorare tutti insieme. Abbiamo bisogno di concentrarci sul programma e sulle scadenze che abbiamo. C’è la necessità - ha proseguito Adduce - di fare una seria valutazione sulle risorse finanziarie che abbiamo a disposizione e soprattutto fare una valutazione molto rigorosa delle risorse che mancano. In particolare quelle relative a due punti essenziali: l’accessibilità della città di Matera, parlo di quella parte di opere necessarie a garantire la migliore mobilità e realizzabili in tempi compatibili con l’appuntamento del 2019; la sistemazione dignitosa della città in modo da poter accogliere i visitatori nel modo più decoroso». «Il Sud - ci guarda ha detto citando Leonardo Sinisgalli, la rettrice dell’Università di Basilicata e presidente della Fondazione Matera 2019 Aurelia Sole - . La cultura è uno strumento di coesione. Ora occorre far sì che Matera diventi città territorio e punto di riferimento anche per le regioni limitrofe».

«Mancano poco più di 400 giorni all’atteso appuntamento - ha evidenziato Paolo Verri, direttore della Fondazione Matera - . A Roma il 24 ottobre con il Miur sigleremo un accordo per portare a Matera i 100 studenti più bravi che diventeranno i nostri ambasciatori nel mondo. Salvo Nastasi, coordinatore dell’attuazione degli interventi di Matera 2019 ha elogiato il livello di collaborazione istituzionale, rimarcando l’importanza del Contratto di sviluppo aperto. «Abbiamo risolto questioni abbastanza complesse. A breve partiranno i cantieri. Non siamo in ritardo. Quanto al mio ruolo non mi ritengo un commissario ma un facilitatore chiamato per portare a Roma le istanze del governo locale».

«La città - ha detto Giampaolo D’Andrea, Capo di Gabinetto del Mibact - deve tutelare la straordinaria reputazione che ha saputo guadagnarsi, intercettando al meglio la nuova domanda turistica compresi gli aspetti innovativi senza tradire la sua natura». Nella prima parte del dibattito, che prendeva spunto dal libro “Le città invincibili. L’esempio di Matera 2019” di Serafino Paternoster, sono intervenuti Marta Ragozzino, direttore del Polo Museale della Basilicata, Nicola Valluzzi e Francesco De Giacomo, presidenti della Provincia di Potenza e Matera e il sindaco di Potenza Dario Deluca per il quale «Matera 2019 è un punto di partenza per la regione. Occorre, però, qualificare la nostra burocrazia che altrimenti è un freno per lo sviluppo».

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