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Mercoledì 22 Novembre 2017 | 15:44

Aperta una inchiesta

Bimba 9 anni di Matera
muore: metanolo nel sangue?

La piccola era stata trasferita al Bambino Gesù dove le hanno riscontrato la presenza della sostanza tossica nel sangue. Indaga la Procura di Roma

Bimba 9 anni di Matera muore: metanolo nel sangue?

FILIPPO MELE
Inchiesta con ipotesi di reato di omicidio colposo della Procura di Roma sulla morte di una bambina di Matera, di soli 9 anni, avvenuta giovedì scorso nel reparto di rianimazione dell’ospedale Bambin Gesù della capitale. Morte senza che sia stato possibile formulare una diagnosi di certezza. Da qui la segnalazione, con «giallo», alla magistratura da parte dei sanitari. Fonti romane, infatti, hanno parlato di tracce di metanolo riscontrate nel sangue della piccola. Si tratta di una sostanza alcolica tossica per l’organismo usata come solvente, carburante o anche, in maniera illegale, per sofisticare il vino. Saranno l’autopsia, dunque, e gli eventuali esami tossicologici a permettere di accertare le cause del decesso. Tanto che il pubblico ministero incaricato, Maurizio Arcuri, ha già nominato i suoi consulenti. Consulenti che nomineranno, ovviamente, tutti quelli che saranno coinvolti nell’indagine.

Quel che è certo è l’autentico calvario subito dalla bimba dalla data del suo ricovero a Matera, nel reparto di rianimazione dell’ospedale Madonna delle Grazie, il 5 ottobre scorso, a quella della morte, il 12 ottobre, dopo il trasferimento dalla Città dei Sassi alla capitale avvenuto due sabati fa.

Ma ecco le dichiarazioni rilasciate sul caso dal primario di rianimazione del nosocomio materano, Franco Di Mona: «La bambina arrivò alle nove di sera con cianosi ed in arresto respiratorio. Fu assistita in pronto soccorso da due rianimatori e recuperò prima del ricovero nel nostro reparto. La paziente fu intubata. Dopo un’ora andò in fibrillazione ventricolare. Fu defibrillata ma andò in arresto cardiaco. Fu massaggiata e posta in respirazione artificiale ma ebbe un secondo arresto da cui fu di nuovo ripresa. Nelle ore seguenti ci impegnammo a stabilizzarla ed a cercare di fare la diagnosi. Le ipotesi erano quelle di una miocardite o di uno shock cardiogeno o settico o metabolico. Ma non potemmo giungere ad un motivo di certezza. La nostra priorità, tuttavia, era quella di garantire le funzioni vitali con un buon circolo ed una buona ossigenazione. Scopo che raggiungemmo il 6 ottobre. Decidemmo, tuttavia, di trasferire la piccola nella rianimazione gold standard d’Italia, quella del Bambin Gesù. Trasferimento che avvenne sabato 7 ottobre in eliambulanza con due rianimatori a bordo».

A Roma, però, le condizioni della degente, già gravi, si aggravarono ancora di più tanto che, due giorni fa, la morte. Morte causata da cosa? È qui, che spunta il «giallo» del metanolo. Ancora Di Mona: «La bambina, prima della crisi e dell’accesso al nostro pronto soccorso, non era mai stata ricoverata e godeva, pare, di buona salute. Da Roma abbiamo ricevuto i complimenti per come l’abbiamo stabilizzata e trasferita. Al momento del trasferimento non aveva danni cerebrali. Il metanolo? Per noi si tratta, se sarà confermata, di una causa nuova. Evidentemente i nostri colleghi possono essere arrivati ad essa dopo aver escluso tutte quelle possibili».

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