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Domenica 22 Ottobre 2017 | 14:08

il dibattito

«La Biblioteca provinciale
abbia un futuro pubblico»

confronto a più voci

«La Biblioteca provinciale abbia un futuro pubblico»

Riccardo Riccardi

Il futuro della Biblioteca “Tommaso Stigliani” di Matera continua a tenere banco. Dopo la nascita di un comitato, “Amici della Biblioteca Tommaso Stigliani”, di qualche giorno fa, a sostegno di un patrimonio librario di inestimabile valore e di un contenitore che rischia anche la chiusura per mancanza di personale e di fondi pubblici che non arrivano, l’altra sera un dibattito - promosso dal premio Energheia e dalla Cgil - sul tema “Il ruolo pubblico della Biblioteca “Tommaso Stigliani nella capitale europea della cultura 2019, ha destato molto interesse e partecipazione anche della cittadinanza. Un dibattito moderato dal giornalista Pasquale Doria e che ha visto la partecipazione di personalità del mondo sindacale, politico, istituzionale e della cultura come Giulia Adduce, Roberto Cifarelli, Antonella Trombone, Giovanni Caserta, Anna Maria Amenti e altri.

È stata la sindacalista Giulia Adduce, segretaria generale “Funzione Pubblica Cgil”, che ha tracciato il perché di questo dibattito che nasce dalla preoccupazione per la situazione attuale della Biblioteca e, soprattutto, per il suo fosco avvenire che oltre ad una evidente decadenza strutturale vede appetiti politici che vorrebbero snaturare la sua valenza di “contenitore culturale”. Sempre la Adduce ha evidenziato, dopo aver tracciato l’importante storia della Biblioteca “Tommaso Stigliani” – istituita nel 1933 per volontà dell’avvocato Pasquale Dragone sistemata in due locali del palazzo della provincia che solo nel 1998 vedrà l’inaugurazione nel palazzo dell’Annunziata - «l’importanza di un patrimonio di circa 350.000 volumi costituito da documenti antichi, pergamene, manoscritti e che è frequentata da circa 270 persone al giorno ed è, nonostante tutto, un punto di riferimento dei materani che hanno sensibilità per il sapere». Ma nonostante ciò e l’importante sostegno che la Provincia ha dato nel corso del tempo, già dagli Novanta c’è stata un’inversione di marcia in quanto le risorse sia per l’acquisto dei libri e riviste sia per la manutenzione ordinaria e straordinaria del Palazzo dell’Annunziata sono venute sempre meno. Ma ancor più grave è stato anche il dimezzamento del personale della Biblioteca che hanno creato un forte disagio all’utenza e per chi ancora ci lavora.

Il colpo di grazia l’ha data la riforma Delrio, che ha riformulato l’assetto delle competenze istituzionali a livello territoriale, inferendo un duro colpo alla Biblioteca. Perciò, Giulia Adduce, ma anche molti dei relatori che hanno partecipato a questo dibattito, ha presentato una serie proposte di rilancio della Biblioteca come: «il completamento del processo di trasferimento delle deleghe dalla Province alla Regione, come prescritto dalla legge Delrio; l’organizzazione di una rete digitale regionale il cui asse portante può essere costituito dalla due ex Biblioteche provinciali e le Biblioteche comunali; la costruzione di un fondo finanziario regionale ad esclusivo utilizzo delle biblioteche per l’acquisto di libri, riviste e giornali; l’assunzione di nuovo personale qualificato perché tutta questo contenitore non può essere portato avanti dalla buona volontà di sole venti unità».

Su questo ultimo tema è intervenuta anche Antonella Trombone, presidente della Sezione Basilicata dell’associazione Italina Biblioteche(A.I.B), la quale con determinazione ha sottolineato che “la situazione paradossale della “Stigliani” di Matera è identica a molte altre biblioteche della Basilicata e che il male più grosso è la mancanza di funzionari “bibliotecari” - che andrebbero assunti immediatamente - in quanto, nell’immediato, la paralisi sarebbe immediata. Il dibattito è appena iniziato. Ora si aspettano gli sviluppi.

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