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Lunedì 18 Dicembre 2017 | 21:16

la polemica

«Si lamentano del caro-libri
poi spendono in cellulari»

Mimmo Di Giulio: «I testi scolastici servono per formare i nostri figli»

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di ENZO FONTANAROSA

MATERA - Istruzione scolastica, quanto mi costi? Mentre la campanella è pronta per annunciare l’inizio del nuovo anno per gli studenti e gli scolari, ci si prepara a essere attrezzati di tutto punto per affrontarlo. Libri di testo in primis. E torna la domanda: quanto inciderà la spesa dei testi? «A me vien da ridere, scusatemi. Ogni anno, puntuale, a settembre arriva la solita storia del caro libri», dice tra il serio e il faceto Mimmo Di Giulio, presidente dell’associazione che unisce i librai del Materano in seno alla Confcommercio. È, ovviamente, titolare di una nota libreria in città e di una agenzia editoriale che distribuisce testi e sussidi scolastici all’ingrosso. Quanto basta, insomma, per avere una opinione quanto mai accreditata.

«Sorrido, sì – continua –. Per il ritornello del “caro tutto”, dai libri agli accessori. Ma alla domanda se c’è un rincaro dei testi io vorrei che rispondessimo tutti ad un altra: cosa compriamo? Io penso che si acquistino innanzitutto libri che serviranno per formare i nostri figli. La spesa? Si potrà arrivare a 500 euro? Però non mi pare che io abbia mai sentito protestare così sui rincari di telefoni cellulari e di aggeggi tecnologici o di abbigliamento griffato o dei tatuaggi, che ora vanno tanto di moda tra i giovani. Per tutte queste cose e altro, che almeno una volta l’anno sono acquisti che si fanno, non si parla, eppure sono somme che superano facilmente quelle dei libri. È facile, pertanto, fare della demagogia spicciola sul “caro libri”: quei testi, ripeto, sono un investimento formativo e, in prospettiva, lavorativo per i nostri figli. A meno che la frequenza della scuola, mi sia permesso dirlo, per taluni non sia altro che un “parcheggio” della loro prole. Spero di no».

Allora ci sono o no i “ritocchi” ai prezzi dei libri di testo? «Se ci sono, si tratta comunque di aumenti intorno al 2 per cento», chiarisce Di Giulio che spiega come stia diffondendosi l’acquisto on line con vantaggi effimeri per le famiglie. E qui entra in gioco anche una difesa della categoria. «Certamente – evidenzia –. Perché come librai veniamo danneggiati proprio dalle nuove tecnologie, tanto esasperate». E non è solo per la diffusione dei tablet quale soluzione o alternativa al testi cartacei. «I libri vengono acquistati su Internet in genere su piattaforme quali Amazon. Se si interrompe la filiera del libro, se il fatturato diminuisce, nelle organizzazioni come la mia, ad esempio, ciò influisce al punto da dover fare i conti con l’occupazione di chi ci lavora. Il dato del calo delle vendite delle librerie è reale con questi colossi informatici o con i servizi dei centri commerciali. Sono realtà che, in realtà, sono poco interessate ai libri scolastici in sé, ma li usa come prodotti “civetta”, come verificato da indagini svolte dalle associazioni di categoria. Così si attirano potenziali clienti allettati da sconti del 15 o 20 per cento, che poi riempiono il carrello della spesa di altro».

Il presidente dei librai conclude le sue argomentazioni ribadendo che «si spendono i soldi in tante cose spesso futili o di moda ma poi quando si parla di libri di testo escono fuori le storie. Non è una difesa dei librari fine a se stessa, la mia è un desiderare che la gente prenda coscienza veramente di quello che fa, che si “investe” in cultura e formazione. Mi faccio, dunque, portavoce delle esigenze dei librari con i quali mi confronto nella quotidianità e mi dicono tutti la stessa».

Un tempo, con la fine delle vacanze estive, era un proliferare di mercatini del libro usato: «Anche questo fenomeno se la deve vedere con un “commercio” analogo favorito e prospero su internet. In generale, si pensa di risparmiare chissà che cifre, ma poi non è che siano così eclatanti». E nei piccoli centri, che accade? «Diciamo che la distanza dalla città non è che favorisca di più l’uso degli acquisti on line – afferma –. C’è un rapporto particolare con i librai che, in un certo senso, va incontro alle esigenze delle famiglie acquistando dai grossisti tutti i testi ordinati e poi ricevendo i pagamenti di volta in volta quando vengono ritirati, dando così un po’ di respiro ai conti familiari. Un acquisto sui siti, al contrario, presuppone che la somma deve essere anticipata subito perché poi i testi vengano spediti».

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