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Mercoledì 18 Ottobre 2017 | 05:59

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Società di riscossione
e i soprusi da fermare

Consiglio comunale propone sportello di tutela

Società di riscossione e i soprusi da fermare

di Emilio Salierno

Lo stalking può manifestarsi in tanti modi. Si tratta in generale di comportamenti persecutori ripetuti e intrusivi, e spesso siamo portati a pensare alle minacce, alle molestie, alle telefonate ad opera di una persona nei confronti della vittima di turno. «In realtà - chiarisce la consigliera comunale Rossella Rubino, che tra l’altro esercita la professione di avvocato - dobbiamo includere nell’attività persecutoria e quindi illegittima o illecita anche quella che si concretizza nell’ambito della riscossione dei crediti. E i tal senso la odiosa “galleria” di azioni va dalle telefonate in orari non consoni o dai toni aggressivi ed invasivi che contengono persino minacce di ricorso ad incaricati per la riscossione sino alle comunicazioni per intimorire il cittadino, tirando in ballo lo spauracchi dell’autorità giudiziaria. Insomma - sottolinea Rubino - le società si avventurano, spesso, in veri e propri atti che definirei quasi di carattere “terroristico”».

Che cosa fare, allora? Il Consiglio comunale ha votato all'unanimità una mozione urgente, prima firmataria proprio Rossella Rubino del gruppo misto, per l’istituzione di uno sportello di sostegno e consulenza per chi si ritiene vittima di soggetti che operano nel settore del recupero crediti.

L'Amministrazione comunale, tra l’altro, ha già aderito già alla cosiddetta «rottamazione» delle cartelle dei tributi locali e delle contravvenzioni il cui termine per la presentazione delle domande scade il 30 aprile prossimo.

Anche a causa di una profonda crisi che ha investito il tessuto sociale ed economico italiano, fa presente il Comune a corredo della mozione, «sono considerevolmente aumentate le attività per recupero crediti. Al contempo sono aumentate le società a ciò deputate, che svolgono tale azioni di recupero crediti per conto di banche, enti creditizi vari, società finanziarie, società telefoniche, della luce e servizi vari ed altri soggetti. Queste attività consistono in atti di richiesta esercitati con ripetuta insistenza e irrispettosità, tanto da configurare un'azione persecutoria violenta a carico di soggetti che diventano a tutti gli effetti vittime, e come tali posti in condizione di grave stress psico-fisico, di oppressione e crescente debolezza e impotenza, tanto che possono essere indotti a forti cedimenti, fino anche al compimento di gesti auto-soppressivi».

Per scongiurare questi atti estremi è stato introdotto l'art 612 bis Cp (atti persecutori, stalking) ritenuto che le condotte messe in atto nelle attività di recupero crediti che travalicano i limiti di legge rappresentano una violazione delle norme riguardanti l’incoercibilità psichica e che nella attività di recupero crediti ci si debba attenere alle norme di legge.

«La mozione votata all'unanimità - rileva la consigliera Rubino - impegna il sindaco e la giunta comunale a prevedere sul territorio comunale uno “sportello” di sostegno. Per realizzare questo obiettivo si può pensare a coinvolgere le associazioni dei consumatori, ma anche altri sodalizi che operano nel sociale, considerato che proprio a Matera, in diverse occasioni, le associazioni che tutelano i cittadini sono intervenute per segnalare attività persecutorie da parte di alcune società». 

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