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«Serve un'indagine
sul torrente Gravina»

torrente Gravina inquinato

di DONATO MASTRANGELO

MATERA - «Più volte Legambiente Matera ha segnalato la inefficienza dei depuratori nella città, denunciando la situazione di Pantano e il grave inquinamento determinato dalle perdite dell’impianto. Chiediamo perché mai i fondi stanziati dalla Regione Basilicata per l’adeguamento non siano ancora stati utilizzati e quando il Comune comincerà i lavori che rientrano nella sua competenza». È quanto afferma Anna Longo a proposito dell’inquinamento del torrente Gravina che ricade nell’area protetta del Parco della Murgia Materana.
Come è noto proprio nei giorni scorsi, ci sono state importanti novità a proposito degli interventi di sistemazione idraulica che attengono il versante pugliese e, precisamente, il territorio di Altamura. Qui, infatti, sono previste delle opere lungo il tratto del torrente Jesce. Opere sulle quali l’Amministrazione comunale, per voce del sindaco Raffaello de Ruggieri, ha espresso delle opportune riserve chiedendo lumi sui lavori affinchè la regimentazione idraulica di quel segmento dello Jesce non vado successivamente a pregiudicare il fenomeno di fitodepurazione delle acque nel tratto consequenziale.
Legambiente, tuttavia, riaccende i riflettori sulla direttrice di competenza delle istituzioni lucane con particolare riferimento all’impianto di Pantano.

«Più volte sostiene Longo - abbiamo documentato anche con video e filmati lo stato di agonia del corso d’acqua e le criticità del sistema di depurazione». Viene sollecitato un intervento atteso da tempo, ovvero l’efficientamento dei depuratori Pantano, Sarra e Lamione da parte di Acquedotto Lucano e finanziato con risorse regionali per un importo di circa 10 milioni di euro. Ma Legambiente invoca anche una azione più incisiva da parte dell’Amministrazione comunale, ad esempio sulle condotte di acque bianche come la rete che determina lo sversamento a cielo aperto dei liquami a valle di San Pietro Caveoso. «Quando il Comune - dichiara Longo - inizierà i lavori? Ci piacerebbe su questi aspetti aprire un confronto con il sindaco».
Pio Acito, disaster manager del Gruppo Volontari Ambiente, che in più circostanze ha denunciato le falle del sistema di depurazione cittadino ed i ritardi per quanto concerne gli interventi da tempo attesi per l’efficientamento degli impianti, nonostante la disponibilità del finanziamento regionale chiede insieme ad Anna Longo che «venga avviata anche una una seria indagine conoscitiva sullo stato di salute della intera rete di smaltimento che ben sappiamo essere in uno stato di grande degrado, con la nostra responsabilità che aumenta andando a scaricare in una area protetta».

Pio Acito ha inoltre auspicato che venga promosso un tavolo tra le istituzioni pugliesi e lucane e che coinvolga anche le associazioni dei territori in modo da potere entrare nel merito ed esprimere le valutazioni che riguardano gli interventi di efficientamento idraulico del torrente Jesce ed i lavori che riguardano i depuratori materani. Tra le proposte avanzate dal Gruppo Volontari Ambiente e su cui si era soffermato nei giorni scorsi anche il sindaco De Ruggieri, la possibilità di procedere al disinquinamento del torrente Gravina attraverso sistemi di depurazione che oltre alla assoluta sostenibilità ambientale sono anche vantaggiosi dal punto di vista economico.

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