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Matera, rete in campo
contro il femminicidio

Matera, rete in campo  contro il femminicidio

di Carmela Cosentino

MATERA - Matera città della pace e dei diritti umani scende in campo per esprimere apertamente la sua condanna alla violenza sulle donne. Fenomeno che la città ha vissuto e che oggi, in occasione della Giornata Internazionale contro la violenza di genere, non solo ricorda ma si impegna insieme al mondo dell’associazionismo e della scuola, a contrastarla con ogni mezzo. Numerose le iniziative organizzate per sensibilizzare la cittadinanza e scuotere l’opinione pubblica, a partire dall’esposizione di un drappo rosso sulla facciata del Palazzo comunale fino all’illuminazione del Palazzo dell’Annunziata e della Madonna dell’Idris di arancione, colore della Campagna internazionale promossa da Unwomen. «È nostro dovere - ha detto l’assessore alla Tutela dei Diritti umani, Massimiliano Amenta nell’incontro con i giornalisti tenutosi nella sala Mandela del Comune - non solo ricordare questa giornata ma considerarci un baluardo nella difesa delle donne. Da parte delle istituzioni la guardia rimarrà alta su questo fenomeno».

In accordo con la Commissione regionale pari opportunità inoltre sono state dipinte di rosse tre panchine rosse, due nella Villa dell’Unità d’Italia e l’altra nel Parco Giovanni Paolo II, inserite in un più ampio progetto, ha spiegato la commissaria Crpo Maria Rosaria Accattato - che ha coivolto altre 30 amministrazioni comunali. «È un fenomeno – ha aggiunto Accattato - su cui si deve intervenire con strumenti come gli Sportelli antiviolenza e con campagne di prevenzione che devono e riguardare soprattutto il mondo della scuola». «Un luogo in cui- ha sottolineato il presidente della Commissione Politiche sociali, Gaspare L’Episcopia -si forma l’uomo sociale». Non solo il Comune ma anche le associazioni hanno guardato al mondo della scuola per rendere la loro azione più incisiva.

Il Collettivodonnematera e l’Associazione Khaleh hanno lavorato con gli studenti dell’Isabella Morra, dell’ Istituto Leonardo da Vinci e del Liceo Artistico Carlo Levi, per realizzare la manifestazione “Non una di meno” che si svolgerà oggi a partire dalla 17 in piazza Vittorio Veneto. «Il Collettivo - come ha ricordato Teresa Ambrico - è l’autore delle 40 sagome femminili poste davante agli esercizi commerciali del centro storico. Luoghi ben visibili dalla gente per non essere dimenticate e per suscitare uno stimolo all’azione non solo nell’opinione pubblica ma anche nelle istituzioni. Il Collettivo da 4 anni si occupa di sensibilizzare la cittadinanza su temi sociali “caldi” attraverso manifestazioni in piazza e il coinvolgimento del mondo della scuola che anche quest’anno ha risposto in maniera positiva agli spunti di riflessione forniti da Maddalena Colangelo del Collettivo e da Giusi Zaccagnini.

A sottolinearlo non solo la dirigente dell’IIS “I. Morra” Maria Rosaria Cancelliere e il professore Claudio Vino del Liceo Artistico ma anche uno studente, Alessandro Ambrosecchia della IVA dell’Istituto “Leonardo da Vinci”. Raccontando la sua esperienza, ha spiegato che è stato profondamente colpito dai temi affrontati e dalle storie delle donne uccise. «È stata un’esperienza molto importante e mi auguro che oggi partecipino in molti». Impegnato nel contrasto alla violenza di genere e alla tutela dei minori, l’Ufficio servizi sociali del Comune. «I nostri uffici – ha detto Caterina Rotondaro - lavorano da anni su fenomeno che nell’88 per cento dei casi avviene nell’ambito domestico. Noi ci occupiamo di donne vittime di violenza e di stalking che ci contattano al numero verde dell’ ex Sportello donna». All’ incontro sono intervenute le consigliere Rossella Rubino e Maria Teresa Vena che hanno ribadito la necessità di procedere con attività quotidiane, adottando di concerto con le associazioni misure preventive e di ausilio. Infine Lucia Maffei della Commissione opportunità dell’Ordine degli avvocati e presidente della Commissione degli Avvocati di famiglia ha spiegato che «si tratta di un problema strutturale di cui gli avvocati sono un avamposto per le donne vittime di violenza».

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