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A Matera

Biblioteca, via l'ultima addetta
ombre sul futuro della Stigliani

Biblioteca, via l'ultima addettaombre sul futuro della Stigliani

La Fondazione 2019 è preoccupata per la sorte della Biblioteca "Tommaso Stigliani". Il presidente della Giunta regionale ha già assicurato nei giorni scorsi che verrà fatto tutto quello che c'è da fare per evitare il peggio. Per ultima arriva la "replica" del presidente della Provincia, Francesco De Giacomo, ma non è specificato bene a chi. Per quanto, non c'è proprio nulla da replicare, perché tutti insieme sarebbe giusto e normale concorrere al buon funzionamento di un presidio di eccellenza della cultura lucana, e non solo. Sentirsi tirare in ballo per questioni politiche, se così è, è fuori luogo. Corrisponde a una lettura dei fatti completamente fuorviante e per ragioni sintetiche riassumibili in una sorta di istantanea, una fotografia della situazione che non esprime giudizi di merito su qualcuno, ma diventa sincera volontà di mantenere alta l'attenzione su un patrimonio che è di tutti. Poi, saranno i cittadini a farsi un'idea, speriamo libera, di quello che è lo stato dell'arte.

Nell'immagine sotto queste parole, dall'avviso affisso all'ingresso della Biblioteca, si può notare quali sono gli orari di accesso al patrimonio librario della provincia di Matera. Dalle 18,30 di giovedì tutto deve rimanere sotto chiave, salvo un'appendice venerdì mattina. Invocare il wi fi è sicuramente troppo, ma i telefoni funzionano? E' una domanda, non un'accusa. Gli ascensori funzionano? Ce lo chiedono i cittadini disabili che dovrebbero avere lo stesso diritto allo studio degli altri e che invece a loro è negato, perché le carrozzelle non possono andare oltre il piano terra, infatti, subito dopo, è un profluvio di barriere architettoniche. Non poteva essere diversamente in un immobile così antico come l'ex convento dell'Annunziata. Quindi, gli ascensori non funzionano neanche per i più anziani, che faticano ad arrampicarsi sulle scale. Per intenderci, quelle che portano alla fornitissima Sezione lucana, all'ultimo piano. Sezione in cui, spesso piove dentro, ma non è il solo luogo in cui si verifica questo inconveniente. Di più, tra un'infiltrazione e l'altra di acqua piovana e umidità, basta alzare lo sguardo per rendersi conto. La cosa potrebbe provocare non pochi problemi alle strutture dell'immobile.

Difficile, inoltre, fare il conto della spesa circa gli impianti di riscaldamento e refrigerazione. Pare ce ne siano addirittura due, ma uno è fermo. Di fatto, lo scorso inverno, dopo qualche giorno di eroica resistenza con tenuta da alta montagna, per mancanza di riscaldamento, la Sezione Lucana fu costretta a chiudere. Niente consultazioni. Ma il gelo era ovunque, l'ariosità dei locali monastici è tale da richiedere un impianto funzionante quando il meteo lo impone. Lo stesso problema si è presentato al contrario quando la colonnina del mercurio è impazzita e d'estate l'impianto di refrigerazione è andato in tilt. Ad ogni modo, giovedì scorso il riscaldamento ha iniziato a funzionare. Da una veloce ricognizione nei bagni, continua invece a mancare la carta igienica e il sapone.  Le dolenti note del personale, poi, sono forse quelle più annose al momento. Tra qualche giorno va via l'ultima bibliotecaria e desta una certa meraviglia l'ipotesi secondo cui possa essere sostituita da personale che non ha i titoli per farlo, che sarebbe il meno, ma che sicuramente non ha neppure il potere di firma. Ma è poi legale questa procedura? Le questioni contrattuali le lasciamo comunque ai sindacati e ai 15 dipendenti sopravvissuti a un turn over che è fermo ormai da anni, sapranno far valere le loro ragioni nelle sedi competenti.  Rimangono in piedi ulteriori questioni economiche legate ai continui tagli all'acquisizione di nuovi libri e ai periodici, per mesi niente quotidiani l'anno scorso.

Il bilancio è pronto, ma da gennaio ad oggi la Biblioteca ha potuto contare solamente su 7 mila euro. Ora, arriverà pure qualche soldino, tuttavia, è già in larga parte impegnato per le spese pregresse. Ecco le somme che saranno messe a disposizione in bilancio: 20 mila euro per i libri, lontani i tempi in cui si sfiorava quota 60, e 10 mila per i periodici, quando fino a qualche anno fa venivano erogati 30 mila euro, esattamente il totale di oggi tra libri e periodici. Dei 10 mila euro per i periodici, però, circa 7 mila 500 euro servono per coprire i debiti pregressi e presto quei pochi soldi disponibili saranno già finiti. Potrebbe sempre intervenire un assestamento di bilancio. Tecnicamente è possibile e sperare in un ripensamento, non dovrebbe procurare nocumento alcuno neppure a chi i libri li ha sempre odiati. L'elenco delle disfunzioni e delle funzioni e degli spazi sottratti nel tempo a questa importante istituzione è non meno lungo. Intanto, non si tratta di evocare nessuna catastrofe, e tuttavia non è certo questo il migliore dei mondi possibili. Non è il caso neppure di inseguire l'ottimo, che spesso è nemico del bene, ma in queste condizioni a cosa serve fare finta di niente. E' per non dispiacere nessuno che, è il caso di ripeterlo, non è la controparte, ma dovrebbe essere il motore primo per risalire la china, insieme.

Al momento non è purtroppo così e, non essendo pochi impegnati in questa battaglia, continueremo a ripetercelo in tanti, con il massimo rispetto, ma non con rassegnazione: Se questa è una Biblioteca. Per finire, inutile tirare in ballo strumentalmente la questione 2019. La Biblioteca, che risulta non inclusiva solamente per chi non l'ha frequentata mai, va salvaguardata e valorizzata a prescindere da qualunque appuntamento, storico o meno, perché la sua è già storia ed è già parte della storia materana.

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