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il popolo che fugge

Sono settecento i migranti
ospitati in provincia di Matera

Sono settecento i migranti ospitati in provincia di Matera

di Emilio Salierno

MATERA - Siamo a quota 700. È il numero di stranieri rifugiati e richiedenti asilo ospitati nelle strutture di prima accoglienza temporanea di Matera, Irsina, Metaponto, Ferrandina, Pisticci, Miglionico, Grassano.

Gli extracomunitari dovrebbero presto arrivare anche a Tursi e a Tricarico (30). Solo a Matera sono quattro gli spazi dove è gestito il servizio per circa 200 ospiti: Fast Motel, Chiostro delle Cererie, La Palomba, Caritas.

I numeri delle presenze sono in continua evoluzione (la Prefettura si attiene alle richieste del ministero dell’Interno) e il dato interessante è anche che molti degli stranieri, dopo qualche giorno o poche settimane di permanenza nel territorio materano, preferiscono andarsene per essere destinati in altre regioni. Chi va via, viene così rimpiazzato da altri.

Va chiarito che le strutture di prima accoglienza temporanea sono cosa diversa dai centri previsti dal Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati (Sprar), costituito dalla rete degli enti locali (Comuni) che per la realizzazione di progetti di accoglienza integrata accedono, nei limiti delle risorse disponibili, al Fondo nazionale per le politiche e i servizi dell'asilo. A livello territoriale gli enti locali, con il supporto del terzo settore, garantiscono interventi di "accoglienza integrata" che superano la sola distribuzione di vitto e alloggio, prevedendo in modo complementare anche misure di informazione, accompagnamento, assistenza e orientamento, attraverso la costruzione di percorsi individuali di inserimento socio-economico.

La capacità di ospitare gli stranieri temporaneamente (come avviene attualmente nei sette comuni materani) da parte di cooperative sociali, associazioni, alberghi ed altri soggetti privati autorizzati dalla Prefettura, è al massimo della possibilità.

La Prefettura sta valutando le nuove disponibilità di soggetti potenzialmente interessati a gestire l’accoglienza in vista di altri arrivi di stranieri. A ottobre scorso, l’ultimo avviso pubblico della Prefettura per l’individuazione di operatori da invitare alla procedura negoziata per l’affidamento del servizio di accoglienza in favore degli extracomunitari.

La Basilicata, lo scorso anno, ha realizzato un sistema regionale di accoglienza per i rifugiati e i richiedenti asilo con un "hub" di smistamento e prima accoglienza (per l’identificazione e un primo screening sanitario, con una capienza massima di cento posti) e un progetto di prima accoglienza temporanea nei comuni lucani. Tutto questo è previsto nell’accordo sottoscritto da Regione, Prefetture di Potenza e Matera, Unione Province italiane e Associazioni Comuni italiani. L'accoglienza temporanea è in relazione agli abitanti, anche se tale indicazione, di fatto, non sembra rispettata in quanto in alcuni comuni ci sono più ospiti di quelli previsti: 20 posti per i centri fino a cinquemila residenti, 30 per quelli fino a 15 mila, e fino a cento posti per i comuni con più di 15 mila abitanti.

E veniamo alla spinosa questione dei pagamenti per il servizio espletato dalle strutture di accoglienza. I fondi ministeriali hanno coperto la gestione sino ad aprile scorso, nel senso che da allora i privati non prendono soldi. Ora la novità è che da Roma è arrivata l’autorizzazione alle Prefetture di pagare il 30/40 per cento delle spettanze dovute da aprile scorso. Insomma, un acconto.

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