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Da novembre

«CallMat» assumerà
altri 70 lavoratori

Matera, segnale rassicurante di Youtility dopo la separazione del socio Abramo Customer care

«CallMat» assumeràaltri 70 lavoratori

Il call center «CallMat», che ha sede nella zona Paip, dovrebbe assumere altri 70 addetti ad iniziare da novembre. Il reclutamento riguarderà persone sino a 29 anni. Tutto questo nell’immediato, ma pare che altre unità potranno essere impiegate per possibili nuove commesse, oltre a quella Telecom per cui «CallMat» sta già operando da alcuni mesi, passata a Youtility, gruppo romano, che di recente ha acquisito tutte le quote aziendali dopo l’uscita di scena di «Abramo», l’altro socio.
Così, mentre in altre regioni tiene banco la crisi generale dei call center - in particolare la vicenda Almaviva con il rischio licenziamenti per migliaia di occupati - a Matera la società «Youtility» continua a rassicurare sul presente e il futuro della nuova realtà imprenditoriale avviata in Via dei Mestieri. E questo anche dopo il confronto di qualche settimana fa tra la stessa azienda e i sindacati in cui si è fatto il quadro della situazione all’indomani dell’uscita di scena del socio calabrese Abramo Customer Care. In quell’occasione, l’amministratore delegato di Youtility, Fernando Giustini, chiarì che gli impegni verso Telecom e il ministero dello Sviluppo economico (nella cui sede, ad aprile, fu firmato l’accordo per l’affidamento della commessa Telecom e di una parte dei dipendenti di Datacontact) restano un punto di riferimento assoluto.
Proprio Giustini, davanti ai rappresentanti sindacali, ricordò «tutta la disponibilità mostrata nel momento difficile in cui c’è stato il trasferimento della commessa Telecom e il riconoscimento delle posizioni contrattuali ai lavoratori».
L’amministratore delegato fece capire, inoltre, che il divorzio da «Abramo» è legato solo a motivi organizzativi, nell’ottica di una migliore gestione delle attività di entrambi i gruppi nel mercato. Prima dell’incontro a Matera con i sindacati, «Youtility» chiarì alla Regione Basilicata il nuovo passo, motivazioni fatte presente anche al ministero dello Sviluppo economico.
I sindacalisti, tuttavia, nel confronto a Matera, chiesero all’amministratore delegato di Youtility come mai gli assunti siano solo 259 e non 390 come stabilisce l’accordo siglato a Roma in sede ministeriale a marzo scorso. E la risposta fu che «ci potranno essere le condizioni per impiegare altro personale».
Raggiungere la quota indicata nell’accordo ministeriale, cioè 390 addetti, sarebbe, naturalmente, la soluzione più giusta.
Per il momento, e speriamo a lungo, la realtà dei call center di Matera sembra un pianeta a parte rispetto a quanto sta accadendo a livello nazionale. Nei giorni scorsi i sindacati si sono pronunciati negativamente sulle proposte aziendali ai dipendenti siciliani del call center Almaviva, lavoratori che potrebbero essere trasferiti in altre sedi. Il ministero dello Sviluppo economico si sta ora confrontando con un’azienda pugliese, che si è aggiudicato un appalto dell’Enel, per cercare di salvare il futuro degli operatori che hanno gestito l'assistenza clienti. E il governo nazionale, intanto, ha previsto 30 milioni di euro per gli ammortizzatori sociali.

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