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Inquinamento della gravina
lontani gli interventi di bonifica

un torrente in agonia «Si rendano efficienti gli impianti di depurazione», dice Pio Acito

Inquinamento della gravina lontani gli interventi di bonifica

di Donato Mastrangelo

Ancora bocce ferme sugli interventi di disinquinamento della gravina, con la biodiversità dei corsi d’acqua messa a dura prova dagli scarichi fognari. Purtroppo, assistere ai liquami che finiscono nei torrenti del Parco della Murgia Materana, è una odiosa scena all’ordine del giorno, che non rende giustizia di un patrimonio rupestre di straordinario valore sotto l’aspetto paesaggistico e naturalistico inserito, peraltro, all’interno di un’area protetta.

Se tutto questo può verificarsi è soprattutto per una serie di inadempienze e per le falle che registra il sistema di depurazione delle acque con impianti ormai vetusti ed inadeguati alle esigenze della città. Due mesi fa Pio Acito, disaster manager del Gruppo Volontari Ambiente, nel riproporre la vicenda in tutta la sua gravità, rivolgendosi alle istituzioni locali aveva invocato la convocazione di una conferenza di servizio da parte del sindaco Raffaello de Ruggieri in ordine alle problematiche che attengono l’inquinamento dei torrenti Gravina e Jesce. In quella occasione Acito aveva auspicato che finalmente si mettesse mano rimuovendo lo stallo e, inoltre, ragionando anche sulla opportunità di capitalizzare al meglio i finanziamenti erogati dalla Regione Basilicata e destinati alla città dei Sassi per una decina di milioni di euro, proprio per efficientare gli impianti di depurazione.

Progetti, però, rimasti ancora nel cassetto con buona pace delle misure di bonifica a favore dei torrenti. «In merito alla proposta di convocare un tavolo tecnico - ha detto Acito - non abbiamo avuto alcun riscontro dai soggetti preposti. Insomma, al momento il “Palazzo” non ha risposto né tanto meno ci sono pervenuti segnali dalla Commissione consiliare Ambiente. Acquedotto Lucano dovrebbe avviare le procedure e quindi i relativi progetti per realizzare il nuovo sistema di depurazione nella città ma ritengo che sia dovere dell’Amministrazione comunale come proprietario degli impianti di accelerare l’iter». Sotto la lente ci sono i depuratori di Sarra, a valle della zona Paip che scarica nella gravina di Picciano, l’impianto di Lamione situato ad Agna oltre a nquello di Pantano. C’è poi il depuratore in contrada Sgarrone in territorio di Altamura il cui compito è invece di filtrare le acque del torrente Jesce.

Tra le proposte avanzate nel recente passato da Pio Acito e dal Gruppo Volontari Ambiente anche quella di procedere al disinquinamento del torrente attraverso un intervento di fitodepurazione. «Sarebbe certamente una buona pratica in grado di generare anche nuova materia biologica - afferma Acito - e con costi molto limitati ma evidentemente - conclude l’ambientalista - non c’è la volontà ».

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