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«Operazione Germania»
con il pane protagonista

Si avvia l'internazionalizzazione del nostro prodotto principe

«Operazione Germania»  con il pane protagonista

di Emilio Salierno

MATERA - L’obiettivo è quello dell’internazionalizzazione del pane di Matera. Non basta venderlo in Italia, come già accade con i quantitativi distribuiti nelle regioni settentrionali, ma ora si vuole creare un mercato in Europa con le forme da 5, da 10 e da 15 chilogrammi.

Un’operazione avviata dall’antico forno «Pane&Pace» della famiglia Perrone, azienda che si sta muovendo oltre i confini nazionali facendo diventare il pane “ambasciatore” della cultura e dei saperi lucani. Lo “sbarco” in alcune grandi città della Germania è già iniziato, a cominciare da Monaco di Baviera.

«Saper fare il pane, preservarlo negli anni secondo le procedure che lo hanno caratterizzato nei secoli è il nostro imperativo – dice Tonino Nobile, artigiano del cibo – ed è così che un prodotto che viene da lontano ora vuole arrivare lontano. Abbiamo avviato forniture importanti per i distributori tedeschi, che lo consegnano a ristoranti e punti gastronomici. L’aspetto importante è che arriva a destinazione, attraverso i mezzi su gomma, senza ricorrere alla catena del freddo, quindi in condizioni ideali, senza conservanti e additivi, a dimostrazione della bontà del prodotto. Il pane di Matera, naturalmente le forme da 5 chilogrammi sino a quelle più grandi, non va consumato fresco, ma dopo alcuni giorni dopo, anche sino a dieci giorni. E più passa il tempo e più è buono. Insomma, il nostro obiettivo è proprio quello di riproporre la tradizione di quando le massaie materane facevano il pane per poi portarlo in campagna con l’intento di farlo durare per lungo tempo, considerato che non erano nelle condizioni di poterlo sfornare ogni due o tre giorni. Le altre forme di pane prodotte nel mondo – sottolinea Tonino Nobile – deperiscono se non le consumi velocemente, le nostre no».

Pane non solo come tale, ma anche ingrediente per la preparazione di diverse ricette.

«Sì, in effetti si presta a tante combinazioni – chiarisce Nobile – e non solo, tanto per fare qualche esempio, per le bruschette o la cialledda, la cosiddetta “colazione del mietitore” fatta appunto col pane raffermo, i pomodori, l’origano e l’olio. Noi stiamo proponendo il pane per preparare i dolci, lanciando il “TiramiSud”, che ha l’ambizione di diventare il dolce di Matera capitale europea della cultura 2019. I savoiardi sono sostituiti proprio dal pane e invece del mascarpone si utilizza la ricotta locale e il liquore al caffè dell’Amaro Lucano, quindi ingredienti tutti rigorosamente del territorio».

A celebrare il pane e le sue varianti c’è ora anche il libro “Italia: Das Beste aus allen Regionen” dell’autrice tedesca Cettina Vicenzino (di chiare origini italiane) che ha dedicato il suo volume alla cucina delle regioni italiane con ben 14 pagine sulla Basilicata e soprattutto Matera.

«Si pone al centro dell’attenzione il pane – fa presente Nobile –. Cettina è stata qui da noi ed ha assistito a tutte le fasi di lavorazione e visto all’opera il nostro Santino Perrone. Vicenzino ha anche abbinato alle ricette materane, descritte con dovizia di particolari, il vino lucano, Aglianico e Primitivo. In questi giorni la sua opera è presente alla Fiera del libro di Francoforte ed è sicuramente una bella promozione per la nostra città».

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