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I bersaglieri preparano la marcia per il 2019

Quasi certo il raduno nazionale a Matera delle teste piumate

I bersaglieri preparano la marcia per il 2019

di Emilio Oliva

I bersaglieri lucani pensano già con orgoglio alla marcia su Matera per il 2019, l’anno della consacrazione della città a capitale europea della cultura. «Al 99,99 per cento dovremmo ospitare qui il raduno nazionale. Auspichiamo di scrivere nella storia una grande giornata», dice con una punta di prudenza quasi diplomatica Francesco Ghilardi, vice presidente regionale dell’Associazione nazionale bersaglieri di Basilicata, che conta attualmente circa 300 iscritti. «Oggi (ieri per chi legge, ndr) nella capitale europea della cultura ricordiamo il centenario della Grande guerra e, innanzitutto, ricordiamo di essere sempre e comunque bersaglieri».

L’occasione è stata offerta dalle due giornate del raduno regionale dell’Anb, il primo organizzato a Matera. Ieri mattina decine di piume al vento e fiamme cremisi hanno attraversato il centro cittadino, a tratti sotto una breve e leggera pioggia, con ammassamento in piazza Matteotti, prima di sfilare in via don Minzoni, via Lucana, piazza Pascoli, via Ridola, via del Corso e piazza Vittorio Veneto. È stato il clou di una manifestazione «che – ricorda Tonio Epifania, presidente della sezione materana “Col. Mauro Binetti” dell’Anb – ha avuto grande risonanza». Oltre a nutrite rappresentanze di altre associazioni combattentistiche e d’arma, dai paracadutisti ai marinai, dall’Associazione carabinieri al Corpo della Croce Rossa, il raduno dei bersaglieri della Basilicata ha ricevuto l’omaggio della presenza di associati delle sezioni pugliesi di Bari, Altamura, Canosa, Crispiano, Toritto, Grottaglie, Orsara di Puglia e delle province di Bari e Taranto. Un centinaio i lucani, con una larga rappresentanza di elmi piumati delle sezioni di Potenza, Genzano di Lucania, Melfi, Pietragalla e intercomunale di Oppido e Cancellara.

La giornata è iniziata con la sveglia della città al suono della fanfara. Si è proseguito con la cerimonia della deposizione di una corona d’alloro al monumento ai Caduti e con la celebrazione di una messa nella chiesa di San Giovanni Battista. Quindi l’ammassamento dei bersaglieri in piazza Matteotti e la sfilata. Ad animarla sono state tre fanfare, quelle di Orsara di Puglia, di Altamura e della Basilicata. C’erano i gonfaloni delle città di Potenza e Matera. Lungo il percorso, compiuto a tratti a passo di carica, poche bandierine tricolori, tanti applausi della folla malgrado l’iniziale timidezza. Hanno suscitato grande curiosità soprattutto un piccolo cannone della Prima guerra e il gruppo storico delle cariole, ovvero i bersaglieri in bicicletta con uniformi del ‘900. Unica pecca la totale assenza delle autorità. «È il nostro unico cruccio. Avranno avuto mille problemi da risolvere di domenica – sorride Epifania, visibilmente dispiaciuto – e non abbiamo avuto l’onore di averle con noi». Uno sgarbo che rischia di essere una costante, purtroppo. Accadde anche sei anni fa, quando Matera ospitò un raduno interregionale accogliendo la presenza di 8 mila bersaglieri. Per il resto le due giornate del raduno non hanno registrato sbavature. «Organizzazione eccezionale», gonfia il petto Epifania, soddisfatto. «Accoglienza stupenda, come al solito. Siamo in Lucania, del resto, e non poteva che essere così», conferma Ghilardi. Dopo la sfilata, il raduno è proseguito con il pranzo cremisi. Alle 17 l’ammainabandiera in piazza Vittorio Veneto ha concluso la manifestazione.

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