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Il Freccia Rossa non ferma
alla stazione di Metaponto

Il Freccia Rossa non fermaalla stazione di Metaponto

di PINO GALLO 

METAPONTO - Il Freccia Rossa, il treno superveloce che a breve collegherà Taranto a Roma in sole 3 ore e mezza, proseguendo per Firenze, Bologna e Milano, dove arriverebbe intorno alle 15,30, non fermerebbe alla stazione di Metaponto, incrocio ferroviario storico fra il nord dell’Italia e la Calabria e tutta la Puglia meridionale. La notizia è ancora ufficiosa, ma sta già provocando un coro di proteste da parte di associazioni e cittadini di tutta la fascia jonica metapontina, dell’alto Jonio cosentino a partire da Sibari e dei grossi centri urbani come Ginosa e dello Jonio tarantino molto più vicini a Metaponto, che a Taranto o al versante ferroviario tirrenico.
Metaponto è infatti lo scalo a cui fa riferimento una popolazione di oltre 120 mila abitanti, considerando anche i Comuni di Rotondella, Montalbano, Pisticci con la frazione di Marconia, Bernalda e Montescaglioso, che già lo utilizzano per raggiungere Roma con l’Intercity, che spesso e volentieri non riesce ad affrontare la salita per Bellamura, accumulando frequentemente fermate di oltre due ore in aperta campagna, senza nessuna assistenza a passeggeri assetati e affamati.

Da fonti molto qualificate delle ferrovie dello Stato e del Dipartimento Regionale dei Trasporti, coordinato dall’assessore Nicola Benedetto, apprendiamo che le ferrovie dello Stato avrebbero stabilito che fra Taranto e Potenza sarebbe Ferrandina l’unica stazione dove si fermerebbe il Freccia Rossa, per consentire ad un’apposita navetta di assicurare i collegamenti con Matera. Una stazione in mezzo al deserto, senza un bar - ristoro e sul cui piazzale si affacciano palazzi e capannoni abbandonati che danno un’immagine spettrale del posto, soprattutto se si arriva di sera. La stazione di Metaponto è invece dotata di un bar ristoro ampio e ben attrezzato, è ben illuminata e pulita, è protetta da un posto della Polizia ferroviaria ed all’occorrenza anche dalle stazioni dei Carabinieri e della Guardia di Finanza e da un centro urbano immediatamente a ridosso con tutti i servizi pubblici funzionanti.
La mancata fermata a Metaponto farebbe venire meno un indispensabile e moderno mezzo di comunicazione con il resto dell’Italia, danneggiando pesantemente l’economia turistica che ha fatto registrare un più 13 % rispetto agli anni precedenti e andrebbe a ledere gli interessi commerciali del settore agricolo e del turismo culturale in forte espansione, legato ai siti della Magna Grecia, conosciuti in tutto il mondo. Settori che rappresentano il grande volano sociale ed economico del territorio lucano.

“Una prospettiva folle e irrazionale – dice Vincenzo Gnoni, operatore turistico - che certo squalifica enormemente chi l’avrebbe presa e che impone a tutti quelli che hanno responsabilità politiche in Basilicata di operare scelte congruenti con l’immagine e l’economia dei centri jonici di ben tre regioni; Basilicata, Calabria e Puglia. Basta semplicemente che la navetta da e per Matera faccia scalo al terminal bus di Metaponto, percorrendo un itinerario stradale più veloce e moderno e certamente più sicuro i passeggeri e per gli automezzi”.
Oltretutto alla Regione Basilicata il Freccia Rossa costerà un contributo di circa 5/6 milioni di euro, tutto da quantificare in base a quello che sarà il numero dei viaggiatori. Più biglietti venduti, minore sarà il contributo pubblico regionale.
Pino Gallo

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