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Tasse, il Tar dopo la Tasi
ora boccia anche la Tari

comune matera

Seconda bocciatura. I timori della vigilia hanno trovato conferma. Dopo gli aumenti della Tasi, la tassa sui servizi indivisibili, il Tar di Basilicata ha annullato anche la delibera comunale che aumentava la Tari, la tassa sui rifiuti, oltre il termine del 31 luglio 2015, e condannato il Comune al rimborso.
Eustachio Quintano, assessore al Bilancio, se lo aspettava. Se lo aspettava anche la Giunta comunale che da giorni ha provveduto a rivedere i conti approvando l’assestamento generale del bilancio di previsione. «Le due sentenze ci riconoscono che gli organi uscenti avevano tutto il tempo per approvare gli aumenti. Ma il cerino si è spento in mano a chi stava governando in quel momento», dice rispondendoci a telefono da Sant’Agata sui Due Golfi, nella penisola sorrentina, al ritorno da una vacanza in Liguria.
La sentenza del Tribunale amministrativo regionale è la numero 815 ed è stata depositata venerdì 12 agosto, accogliendo il ricorso del Mef, il Ministero dell’Economia e delle Finanze, e annullando la delibera di Consiglio comunale del 28 agosto 2015 con la quale si stabilivano gli aumenti della Tari, con decorrenza retroattiva dall’1 gennaio. In essa si ribadisce che le tariffe della Tari «devono essere approvate dal Consiglio comunale entro il termine fissato da norme statali per l’approvazione del bilancio di previsione, cioè, per quanto riguarda l’anno 2015, entro il termine del 30 luglio» e che «il bilancio di previsione ed i suoi allegati dovrebbero, di norma, essere approvati entro il 31 dicembre dell’anno precedente, per cui le elezioni comunali del 31 maggio-14 giugno 2015 non possono essere ritenute un serio ostacolo, che ha impedito l’approvazione delle tariffe Tari entro il 30 luglio».
L’1 ottobre dello scorso anno il Dipartimento delle finanze del Mef aveva invitato il Comune ad annullare la delibera consiliare. Invece il 26 ottobre il Consiglio comunale confermò gli aumenti convalidando un atto della Giunta che formulava solo la proposta, ma non approvava gli aumenti, nè poteva farlo, non essendo di sua competenza. In questo caso il Tar ha osservato che «l’esercizio del potere di convalida non può essere utilizzato per l’aggiramento di una norma che stabilisce un termine perentorio per l’adozione del provvedimento di efficacia dell’aumento delle tariffe Tari nell’anno in corso».
Le contromisure per evitare squilibri di bilancio sono già state adottate. «Quando abbiamo predisposto la manovra per le variazioni di bilancio di previsione, in un primo tempo – spiega Quintano – si era pensato di farlo in funzione della sentenza del Tar sulla Tasi. Ma siccome si diceva che anche l’altra sulla Tari sarebbe arrivata a giorni, abbiamo apportato tutte le modifiche alle voci del bilancio, con la certificazione dell’equilibrio anche da parte dei revisori dei conti, per cui la manovra è stata fatta come se anche la seconda sentenza fosse stata emessa».
Ora si apre la complessa procedura dei rimborsi. Nel 2015 era stata prevista una ripartizione della tassa che era per il 65 per cento a carico delle utenze domestiche e per il 35 a carico di quelle non domestiche. Nel 2016 la forbice è stata ridotta a favore delle utenze domestiche, che erano state le più penalizzate, portandola al 55 per cento. Per un paradosso, determinato dalle norme in vigore, il rimborso andrebbe a vantaggio delle attività commerciali e imprenditoriali che hanno pagato meno delle utenze domestiche. Non a caso il 2 agosto in Consiglio comunale è stata approvata una «raccomandazione» alla Giunta perché con la società che assiste il Comune nella bollettazione e nella riscossione dei tributi si giunga ad un calcolo dei rimborsi più equo.

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