Cerca

Fermi i progetti dei depuratori

Allarme per la gravina
«invasa» da scarichi fognari

L'ennesimo allarme al sindaco su una situazione che rischia di degenerare

gravina (matera)

«Il sindaco convochi una conferenza di servizio per affrontare la questione degli scarichi fognari che finiscono nella gravina e dei progetti relativi agli impianti di depurazione che sono ancora in attesa di essere realizzati». È la proposta che Pio Acito, disaster manager e ambientalista avanza al primo cittadino Raffaello de Ruggieri. Un tema particolarmente caldo, meteo a parte ovviamente, quello dei liquami che sistematicamente terminano il loro corso nei torrenti dove insiste il Parco della Murgia Materana con un significativo danno di immagine per una città che fa del turismo uno dei suoi punti di forza ma soprattutto per gravi conseguenze sull’ecosistema dell’habitat rupestre e quindi dell’ecosistema dell’area protetta. Sono bastati una serie di violenti acquazzoni, esattamente come accaduto all’incirca un mese fa, per riproporre l’antipatico fenomeno delle cascate a cielo aperto che non sono propriamente cristalline bensì riversano il loro carico di liquami ed i cattivi odori che disturbano residenti e turistici e che sono frutto della carenza e della inefficienza degli impianti di depurazione. Una storia, purtroppo, che si ripete e che non sembra trovare una soluzione definitiva ad un sistema al momento deficitario e che chiama in causa i depuratori di Sarra a valle della zona Paip che scarica nella gravina di Picciano, Lamione situato ad Agna oltre all’impianto di Pantano e, per quel che concerne il territorio della Puglia, il depuratore di Altamura ubicato in contrada Sgarrone che era inadeguato e sottodimensionato a filtrare in modo efficiente le acque del torrente Jesce.
Poco meno di trenta giorni fa il presidente del Parco della Murgia Materana, Piefrancesco Pellecchia aveva sostenuto che «non è più tollerabile che all’interno di un’area protetta e sottoposta al vincolo di Zps, Zona di protezione speciale, vi sia lo sversamento di liquami che ne inquinano i torrenti». Pellecchia non aveva escluso, al riguardo, la possibilità di rivolgersi agli organi giudiziari a tutela del Parco della Murgia Materana. Indice puntato soprattutto sui ritardi nei lavori che riguarda il potenziamento della rete di depurazione. Mentre gli interventi per l’impianto di Altamura procedono la parte che attiene il territorio materano è praticamente bloccata, nonostante come evidenzia Pio Acito «la Regione Basilicata - abbia assegnato un finanziamento di 10 milioni di euro per adeguare il sistema dei depuratori di Matera. Pur la presenza dei fondi non è stato ancora redatto neanche il progetto. Non si respirano soltanto i cattivi odori provocati dagli scarichi ma anche una radicata incapacità a voler risolvere il problema che si trascina stancamente da anni. Possiamo dire, come cittadini, di essere avviliti in quanto la città che ospita strutture di eccellenza come il Centro di Geodesia Spaziale e lo stesso ateneo dell’Università di Basilicata, è incapace di affrontare tecnicamente il problema degli scarichi fognari nella gravina. A questo punto l’interrogativo è d’obbligo: qualcuno ci guadagna da questa situazione di stallo permanente? Tanti interventi potrebbero migliorare lo stato dei nostri torrenti: dalla rinaturalizzazione e separazione delle acque bianche e nere, all’aumento dei luoghi permeabili sul territorio anziché aumentare la cementificazione».

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400