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fauna selvatica

Salvate il Cras, disponibile
il Comune di Matera

Matteo Visceglia

Matteo Visceglia

di ENZO FONTANAROSA

MATERA - Si apre uno spiraglio sulla questione del Centro Cras della Riserva regionale di San Giuliano. In merito alle difficoltà per la regolare attività della struttura è intervenuto il sindaco Raffaello De Ruggieri con una lettera che ha indirizzato a Regione, Provincia e ai responsabili dei Centri Cras di Matera e Policoro (Riserva regionale diBosco Pantano), rispettivamente Matteo Visceglia e Antonio Colucci. Nella nota del sindaco si sottolinea la disponibilità dell’Amministrazione civica per eventuali passaggi legati alle competenze che potrebbero coinvolgerla. «Ritengo che le preoccupazioni espresse dai due responsabili dei Centri, siano meritevoli della massima considerazione, soprattutto in merito ai disagi e alle difficoltà che l’interruzione dell’attività ha causato per l’intero territorio della provincia – afferma De Ruggieri in un comunicato stampa del Comune –. Le prime vittime inconsapevoli, come è noto, sono i numerosi animali appartenenti a specie in via di estinzione e tutelati da normative regionali, nazionali ed europee. A tal riguardo auspico che venga favorevolmente accolta la richiesta di ripristino delle attività di soccorso, cura e reimmissione in ambienti naturali di fauna selvatica recuperata in difficoltà».
Commentando la lettera ricevuta, Visceglia spera che «anche altri sindaci facciano lo stesso, prendendo esempio da quello di Matera, e promuovano anche loro questo che è una sorta di sollecito. Credo che, probabilmente, solo così l’Ente Regione ci darà ascolto. Noi abbiamo sollecitato in questi ultimi sei mesi che si venisse a capo della situazione dei due Cras, ma non abbiamo avuto, ad oggi, alcuna risposta».

Dal primo gennaio 2016, ricordiamo, il servizio di soccorso alla fauna selvatica non riceve più finanziamenti dalla Provincia. Il servizio, dunque, sarebbe cessato di fatto, come lo stesso Ente aveva fatto sapere a mezzo lettere ai due Cras a fine novembre 2015. Tutto ciò, per gli effetti della cosiddetta Riforma “Delrio” (l. 56/14), che combinata a quelli della legge regionale 49/15, riordinando le funzioni istituzionali anche dell’Istituzione di via Ridola ne ha ridimensionato il bilancio. I due Centri, così, si sono ritrovati ritrovano in una sorta di limbo. «Eppure, a spese nostre, continuiamo a curare e mantenere gli esemplari di avifauna, e non solo, che sono ancora nelle nostre strutture», fa notare Visceglia. Ma le segnalazioni dei cittadini sul ritrovamento di specie protette non si contano e continuano a pervenire.

«Purtroppo noi, in mancanza di una qualsivoglia, indicazione, autorizzazione o altro da parte della Provincia o della Regione, non possiamo fare nulla – continua il responsabile del Centro della Riserva di San Giuliano –. Non possiamo assolutamente spostare neppure gli animali, se non ci viene indicato dove e quando per iscritto da un organo superiore. O addirittura, in estrema sintesi, di effettuarne la soppressione. Noi abbiamo chiesto cosa fare di questi animali. Noi li continuiamo a mantenere altrimenti saremmo addirittura accusabili di maltrattamento e di abbandono. Il nostro impegno non è mai venuto meno: non accettiamo però solo i nuovi arrivi nelle strutture». Nell’attesa di riceve indicazioni, per il cittadino volenteroso che ritrova un animale ferito, «inizia un giro di telefonate, una sorta di rimpallo tra Forestale o Vigili urbani o altri organismi e associazioni che poi, chissà, rimandano tutti ai nostri centri. Quali possibilità hanno? Possono portare, con buona volontà e a spese proprie, gli esemplari in centri pugliesi, come a Bitetto (Ba) oppure a Picerno o ad Accettura, nel bosco di Gallipoli Cognato. La situazione è questa».

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