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Aveva 98 anni

Addio all'artista Leone
amò la Lucania e i suoi poeti

Addio all'artista Leoneamò la Lucania e i suoi poeti

Giuseppe Antonello Leone, scomparso ieri all’età di 98 anni, si è congedato dal mondo lasciando alle sue spalle il segno della sua arte. Un’idea che, a dispetto del suo quasi secolo di vita, è contrassegnata da una freschezza di pensiero. Da una indissolubilità fra creazione ed esistenza, come conferma, tra l’altro, il legame con l’artista lucana Maria Padula, poi diventata sua moglie.
Leone ha saputo coltivare nel tempo il seme della visionarietà. Al riparo da mode e conformismi. È stato sguardo profondo. Ricerca continua, capace di donare forma, corpo, colore alle ombre che si muovono oltre gli orizzonti risaputi. Le sue opere restano una domanda. Una richiesta di senso. Leone ha capovolto l’idea dello “scarto“. L’ha ripudiata nella stagione dell’“usa e getta”. Così, dal “rifiuto”, ha saputo partorire pura bellezza. Ha recuperato l’idea non tanto del “riuso”, ma del recupero di significati. Della possibile “risignificazione” delle cose che si reputano inutili. Marginali. Destinate al macero. Ha saputo trasformare ordinarie rovine in castelli incantati. Oggetti in fondo usati come metafora dell’esistenza. La “risignificazione” è uno degli importanti lasciti di questo artista che ha creduto in un’arte capace di ri-creare. Di farsi progetto. È rimasto uno spirito libero e irriducibile, al di là del tempo. La sua scia luminosa è assai più lunga di una vita sola. 

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