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Matera nel circuito
delle città sotteranee

«Matera - ha affermato il sindaco - è una testimonianza tangibile dello storico intreccio tra l’uomo e la natura e con i suoi palombari, gli acquedotti ipogei e le grotte rupestri dispone di un inestimabile patrimonio nel suo sottosuolo»

Matera sotterranea

di DONATO MASTRANGELO

MATERA - L’incontro ieri mattina tra il sindaco Raffaello De Ruggieri e l’archeologo Roberto Nini, presidente di Italia Sotterranea ha formalmente sancito l’adesione del Comune di Matera al circuito consortile delle città che promuovono e valorizzano i tesori del sottosuolo. Il sindaco ha ricevuto Nini nel Palazzo di Città insieme a Natale Parisi, referente di Gravina Sotterranea. Il tassello mancante, da apporre a questo punto, è soltanto individuare lo strumento, probabilmente una delibera di giunta comunale, per l’adesione della Capitale Europea della Cultura alla rete delle città sotterranee.

Quali i vantaggi? «Italia Sotterranea - afferma Nini che a Narni in Umbria, alla fine degli anni Settanta scoprì insieme ad altri amici un importante sito archeologico - è nata con l’obiettivo di mettere insieme le città accomunate dalla presenza di siti notevole interesse storico-artistico ed archeologico e promuovere l’offerta turistica.

Narni lo ha già fatto stipulando delle convenzioni con altre città che hanno delle cavità ipogee, tra cui Orvieto, Rieti, Assisi e Brescia. Ed è per questo motivo e con particolare orgoglio che abbiamo voluto con forza che anche la Città dei Sassi entrasse in questo circuito nazionale». Il sindaco De Ruggieri, già nelle scorse settimane, rispondendo con una lettera ad Italia Sotterranea, aveva accolto con favore la proposta. Il primo cittadino nel suo colloquio con le associazioni di Narni e di Gravina in Puglia ha focalizzato l’attenzione sul percorso che, nei decenni, ha portato Matera ad uscire dalla condizione di degrado e avviarsi verso il riscatto mettendo a valore il suo grande patrimonio che fa leva sui Sassi, patrimonio dell’Unesco dal 1993 e sull’habitat rupestre.
De Ruggieri, peraltro, ha ricordato le scoperte effettuate tra cui la Cripta del Peccato Originale ed il ruolo di propulsore della cultura del Circolo La Scaletta, fino alla organizzazione delle Grandi Mostre nei Sassi.

«Matera - ha affermato il sindaco - è una testimonianza tangibile dello storico intreccio tra l’uomo e la natura e con i suoi palombari, gli acquedotti ipogei e le grotte rupestri dispone di un inestimabile patrimonio nel suo sottosuolo». Tra i possibili risvolti dell’accordo tra Matera e l’associazione Italia Sotterranea vi è anche la possibilità di prevedere dei biglietti integrati per l’accesso dei visitatori ai siti delle città aderenti al circuito. In tal senso, la presenza di Gravina in Puglia, è un aspetto indubbiamente positivo, in quanto mette Matera nelle condizioni di rafforzare la propria offerta turistica guardando alle specificità che la accomunano al territorio murgiano ed oggetto di confronto tra i sindaci dell’area già in occasione del percorso che ha portato il capoluogo di provincia lucano ad ottenere il riconoscimento di Capitale europea della cultura per il 2019.

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