Cerca

Se il Capodanno in tv ha fatto un prigioniero Un ironico cortometraggio

Se il Capodanno in tv ha fatto un prigioniero Un ironico cortometraggio
di EMILIO OLIVA

MATERA - Un pensionato con le mani attaccate ad una rete metallica. Come se ne vedono a dozzine intorno ai cantieri. Ma la differenza è che non è all’esterno. Si trova dentro. Appisolarsi su una panchina gli è costato caro. Lo hanno chiuso in una gabbia. Ci dovrà rimanere fino a Capodanno, senza mangiare, salvo qualche gesto di generosità di un turista, senza bere, perché il fontanino è dall’altra parte della rete, e dormendo all’addiaccio. La triste storia di Natale è stata ispirata dalle fasi di montaggio del palco monumentale che si sta allestendo a Matera per la diretta di Capodanno su Rai Uno. Il regista e attore Antonio Andrisani in collaborazione con Donato Mola ne ha fatto un corto, molto visionato su Youtube, che con ironia affronta il tema più dibattuto nella città capitale europea della cultura, distratta su quanto le accade intorno tutti i giorni a causa di un modello di sviluppo deviato che sta accompagnando il percorso verso il 2019 o per i gravi rischi ambientali che la minacciano, e concentrata sui disagi causati allo struscio serale e alle attività di pochi commercianti in una piazza privata del clima natalizio.

Dopo aver fatto le prove qualche giorno prima con «Veglia di Capodanno», sarcastico racconto di un mondo della ristorazione colpito al cuore per le disdette dei cenoni, Andrisani usa la parodia degli anziani che stazionano in piazza Vittorio Veneto per allargare il campo sui pericoli di un nuovo «colonialismo» che incombe su Matera. Il video dura 5 minuti ed è stato pensato e realizzato in 12 minuti, «senza alcuna velleità tecnica o artistica», precisa l’autore. «Se l’obiettivo è raggiungere un maggior numero possibile di persone per promuovere la città, bisogna cominciare a riflettere su quali strumenti utilizzare e credo che questo, probabilmente, senza voler drammatizzare, non è uno dei più virtuosi», commenta Andrisani per spiegare come è nata l’idea del corto. «Nè vedo un progetto – aggiunge – di cosa vorremmo essere agli occhi del mondo. Penso che lo sviluppo della città debba essere leggermente più lento, perché dobbiamo prepararci strutturalmente e culturalmente a ricevere anche maree di visitatori. La fretta di battere il ferro come se domani fosse l’ultimo giorno, non la comprendo molto».

In una intervista televisiva fatta al pensionato, Giovanni Scarano, prigioniero delle reti metalliche, che dichiara di sentirsi «come un leone in gabbia al circo», emerge la sofferenza di una città fresca del titolo di capitale europea per la sua dipendenza da Potenza e da Bari, e rimarcata da una sudditanza che vuole i suoi abitanti trasformarsi da contadini in camerieri, con una citazione suggerita dal giornalista Pasquale Doria. Le facili generalizzazioni nei commenti tra le due fazioni, una pro e l’altra contro la diretta del Capodanno in tv, e lo spirito di adattamento dei materani, «abituati a vivere in gabbia», nutrono l’abile gioco di Andrisani nel sondare con grande leggerezza tutte le ansie, le attese, le preoccupazioni, le fibrillazioni di una città imprigionata nel suo stesso destino. Una condizione che si rivede anche nella frustrazione del pensionato che ha sete, ma non può avvicinarsi al fontanino, distante pochi passi.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400